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"La nostra scuola cade a pezzi", occupazione al Luzzatti-Gramsci

La protesta lunedì alla Gazzera si è tramutata poi in autogestione e assemblea. Faccia a faccia con un responsabile della Provincia

Sono entrati ben prima del suono della campanella e hanno annunciato che per quanto li riguardava le lezioni non sarebbero mai iniziate lunedì mattina. Occupazione all'istituto Luzzatti-Gramsci della Gazzera, un'iniziativa che si è poi tramutata in autogestione e in assemblea permanente, almeno fino alle 14. Dopodiché tutti dovrebbero tornare a casa.

Alcuni studenti, dunque, verso le 6.30 si sono intrufolati attraverso una delle tante finestre difettose del plesso, per poi non permettere l'inizio normale dell'orario scolastico. Intanto il sistema d'allarme, collegato direttamente alla questura, aveva indotto le volanti della polizia ad andare a controllare. Tutto si è svolto senza alcun momento di tensione, in ogni caso. A scuola è arrivata anche la preside Marisa Zanon, che ha avuto subito un colloquio con i ragazzi.

Le motivazioni del blitz sembrerebbero essere per la maggior parte "interne", inerenti alla situazione in cui i ragazzi sarebbero costretti ad assistere alle lezioni. Tra aule in cui piove dentro, muri scrostati e le altre piccole o grandi problematiche di manutenzione che emergono a macchia di leopardo tra stanze, bagni e corridoi. Sul banco degli imputati per gli studenti sale quindi la Provincia, responsabile per la gestione dell'edilizia scolastica. In mattinata ha quindi raggiunto l'istituto un capo area dell'Ufficio scolastico provinciale, che ha avuto un faccia a faccia con i manifestanti: "Si sono incontrati tutti nell'aula magna - spiega il vicepreside Francesco Crosera - I corsi pomeridiani e serali sono invece confermati".

Se poi la protesta continuerà anche martedì dipende anche dalle risposte che otterranno, pure per il secondo punto "critico" contro cui puntano il dito: la nomina dei docenti. Arrivata il 4 novembre. Troppo tardi per permettere il normale svolgimento di un anno scolastico, secondo loro. "Questo dipende però dal ministero - spiega il vicepreside - le graduatorie ci sono arrivate il 30 ottobre, un giovedì, e le nomine sono arrivate il martedì successivo. Prima di così era impossibile".

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