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Domenica parte l'Expo con Renzi, i comunali e i docenti in protesta

Grande attesa per l'inaugurazione del padiglione Aquae a Marghera. Il premier prima al Toniolo per sostenere la campagna elettorale di Casson e Moretti

Arriva Matteo Renzi, Venezia si prepara ad accoglierlo nel bene e nel male: non mancheranno le manifestazioni di protesta all'evento di inaugurazione del padiglione Aquae Expo, previsto per domenica con taglio del nastro alle 11.30. Ci sarà chi, approfittando della presenza delle tante importanti personalità presenti (i ministri Gianluca Galletti e Maurizio Martina, i sottosegretari Pierpaolo Baretta, Barbara Degani, Enrico Zanetti, il presidente della Regione Luca Zaia, il commissario Vittorio Zappalorto, il presidente emerito Romano Prodi, oltre al premier) cercherà di accendere i riflettori sulle proprie ragioni: primi fra tutti, come riporta il Gazzettino, i dipendenti del Comune di Venezia.

I lavoratori e la rappresentanza sindacale unitaria si daranno appuntamento alle 9.30 davanti all'ingresso di Fincantieri in via delle Industrie, poco distante dal padiglione. Si cercherà quindi di proseguire in corteo fino all'entrata di Aquae, se le forze dell'ordine lo permetteranno: in ogni caso l'intenzione è di sensibilizzare il governo sulle problematiche dei dipendenti di Ca' Farsetti e sulla carenza dei servizi alla cittadinanza causate dal deficit di bilancio, ribadendo di pagare per colpe che non sono dei lavoratori.

Il premier Renzi giunge all'inaugurazione di Expo dopo un breve passaggio al teatro Toniolo di Mestre (DETTAGLI): alle 9.30 è previsto l'intervento al fianco di Alessandra Moretti e Felice Casson, per sostenerne le candidature a presidente della Regione e a sindaco di Venezia. Poi il trasferimento a Porto Marghera, con grande dispiegamento di forze per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti: il padiglione è blindato, con la cerimonia accessibile solo su invito, mentre alle 13 si apre al pubblico e si sancisce il via definitivo alla manifestazione collaterale di Expo, che terminerà a ottobre.

Domenica si aggiunge anche la protesta del mondo della scuola, già impegnato con varie iniziative contro il disegno di legge di riforma del sistema scolastico: anche in questo caso studenti e insegnanti precari cercano di dar voce alle proprie ragioni e allargano l'invito a tutte le famiglie, agli insegnanti di ruolo e al personale Ata. Si contesta la scarsità delle risorse destinate alle scuole, il precariato, la figura del "preside sceriffo" e dei suoi nuovi poteri. In attesa dello sciopero generale del 5 maggio (DETTAGLI).

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