Cronaca

Migranti, per Luca Casarini Lampedusa era l'unica strada sicura

Lo avrebbe dichiarato l'attivista veneziano che ha partecipato martedì al recupero dei 49 stranieri in mare, nonostante l'alt intimato dalle forze dell'ordine a condurli in acque nazionali

Foto: Mediterranea, web

Si dice certo di aver compiuto quanto necessario per mettere in salvo 49 vite umane. È il comandante Pietro Marrone della Mare Jonio, l'imbarcazione della Ong Mediterranea che martedì ha caricato a bordo i profughi che vagavano in mare a bordo di un gommone, portandoli a terra sull'isola di Lampedusa. E che per questo ora risulterebbe indagato, secondo Ansa e i quotidiani nazionali, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Sicurezza

A bordo della Mare Jonio, che sarebbe stata posta sotto sequestro, anche il veneziano Luca Casarini del centro sociale Rivolta, intervistato da alcune testate nazionali. Protagonista del trasbordo dei migranti sulla nave armata da Mediterranea, Casarini avrebbe spiegato di non considerare l'operazione fuori dalla legge, in quanto le stesse disposizioni internazionali prescrivono di far toccare terra alle persone a rischio in un porto sicuro, che non poteva essere un porto libico, come precisato dall'Onu. Tanto meno nelle condizioni meteo avverse che si stavano verificando. La guardia di finanza aveva intimato l'alt alla nave della Ong, per impedire di entrare nelle acque territoriali e di avvicinarsi a Lampedusa. Un ordine che non sarebbe stato rispettato.

Lunghi viaggi

I migranti hanno narrato dei molteplici tentativi falliti di lasciare lo stato nordafricano e delle conseguenze patite nei centri di detenzione libici, dai trattamenti disumani alle percosse e violenze. In tutto 50 persone, tutte identificate, tra le quali 14 minori, di varie nazionalità, soprattutto dalla Nuova Guinea e dal Senegal.

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