Programma confermato: il Mose potrà entrare in funzione a giugno 2020

Oggi riunione in prefettura. Il Cvn ha comunicato che le barriere saranno operative per maree sui 140 centimetri, la Regione è tornata a chiedere 150 milioni di euro dalla legge speciale per Venezia

Foto mosevenezia.eu

I commissari del Consorzio Venezia nuova hanno comunicato oggi, in occasione di un tavolo alla prefettura di Venezia, che il cronoprogramma del Mose prevede la possibilità di mettere in funzione le paratoie a partire dal prossimo 30 giugno, in occasione di maree di un certo livello: probabilmente 140 centimetri, anche se la quota precisa verrà stabilita nelle prossime riunioni. Lo hanno annunciato gli amministratori presenti all'incontro, all'uscita dalla riunione.

Operativo a giugno

Si è trattato di un «incontro proficuo», secondo l'assessore regionale Roberto Marcato: «Come da impegni presi da parte dei commissari nella precedente riunione, è stato presentato il cronoprogramma che conferma l’operatività del Mose in caso di emergenza entro il 30 giugno prossimo». Marcato ricorda che «per parlare del Mose come di un’opera a regime sarà necessario attendere il 2021», ma che «è un risultato importante sapere che per l’estate di quest’anno sarà operativo a fronte delle più urgenti necessità». Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha quindi spiegato che il cronoprogramma completo sarà consegnato agli amministratori in occasione della prossima riunione del tavolo, che dovrebbe tenersi a fine febbraio. «Siamo riusciti a cambiare i termini rispetto all'iniziale impostazione - ha commentato - che prevedeva prima il completamento dell'opera e poi la sperimentazione».

Legge speciale

La Regione ha anche ribadito la richiesta di 150 milioni di euro, già fatta al Governo in sede di Comitatone, per la legge speciale di Venezia. «Il tema ambientale della salvaguardia della laguna e della città di Venezia, infatti, deve avere una visione complessiva e può passare solo attraverso investimenti su tutto il bacino scolante - ha aggiunto Marcato -. Un altro elemento di positività dell’incontro odierno è la consapevolezza della necessità di lavorare senza più tentennamenti per la tutela di Venezia che è un patrimonio culturale universale. Il tavolo ha dimostrato una capacità operativa veramente apprezzabile e di questo trovo giusto ringraziare il prefetto Zappalorto per l’impegno e la passione che ha saputo dimostrare».

Sperimentazioni

Intanto proseguono le operazioni di movimentazione per la manutenzione delle opere mobili. Martedì 21 e mercoledì 22 gennaio vengono movimentate le paratoie della barriera di Chioggia, metà il primo giorno (9 paratoie, ovvero il lato nord) e metà il secondo (lato sud). A Chioggia le paratoie sono 18, collocate a una profondità di 12 metri, e pesano circa 300 tonnellate l’una. Sono larghe 20 metri, lunghe 27,25 metri e di 5 metri di spessore ciascuna.

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