L'ordinanza del ministero della Salute e del presidente della Regione Veneto

Adottate misure straordinarie per il contenimento adeguato e il contrasto all'evolversi della situazione epidemiologica

Ospedale, archivio

È operativa un'ordinanza del ministero della Salute, d'intesa con il presidente della Regione Veneto, riguardante "misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid 19".

Allo scopo di evitare il diffondersi del nuovo coronavirus sono state adottate misure straordinarie, come anticipato già domenica mattina dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Le misure sono: sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato, sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludica, sportiva, religiosa, discoteche e locali notturni; chiusura dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, a esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e  degli altri istituti e luoghi della cultura, sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero; obbligo da parte delle persone che hanno fatto ingresso in Veneto da zone a rischio epidemiologico identificate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare questa circostanza al dipartimento di prevenzione della Ulss competente per territorio, per l'adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria: - lavarsi spesso le mani (si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani); - evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute - non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani - coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce - non prendere farmaci a meno che siano stati prescritti dal medico - pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol - usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate - contattare il numero verde regionale 800462340 in caso di febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni. Le direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell'accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno. Deve essere predisposta la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, aerea e via acqua. 

I provvedimenti dell'ordinanza hanno efficacia dalla data del firma, domenica 23 febbraio, fino a tutto il primo marzo 2020 compreso. Potranno essere soggetti a modifiche a seguito del variare dello scenario epidemiologico. Il mancato rispetto delle misure di contenimento di questo decreto è punito secondo le disposizioni del codice penale. Si precisa che, in merito al secondo caso di contagio da coronavirus diagnosticato oggi nel Comune di Mira (località Piazza Vecchia-Gambarare), si tratta di uno dei tre medici in servizio all'ospedale di Dolo, già segnalati come positivi.

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Il sindacato Fsp di polizia veneto

«Nessuno ha pensato di chiudere in forma preventiva, e almeno fino al primo marzo, anche gli uffici amministrativi delle questure e dei commissariati - scrive il segretario regionale Fsp polizia di Stato Mauro Armelao -  Uffici, ricordiamolo, che lavorano a strettissimo contatto con utenti italiani e stranieri provenienti da tanti luoghi che potrebbero essere inconsapevolmente portatori del virus. In attesa quindi di conoscere il livello di contagio nella nostra regione, e senza voler creare inutile allarmismo, ma per senso di responsabilità e di tutela verso gli operatori della polizia di stato impegnati a svolgere il proprio lavoro a contatto diretto con l’utenza, escludendo per ovvie ragioni gli uffici operativi e di soccorso pubblico, compresa la vigilanza agli uffici, auspichiamo che chi di dovere abbia il coraggio di prendere una decisione alla pari di quella presa andando a sospendere tutte le attività corsuali specialistiche, corsi di aggiornamento e seminari nella polizia di Stato fino a data da destinarsi. Quello che ci preme far presente e sottolineare è che i poliziotti non sono dei robot, quindi immuni a contagi da virus, ma sono persone in carne e ossa che devono essere salvaguardate il più possibile per garantire così il massimo della presenza in caso di necessità. Un plauso comunque va al ministero e precisamente alla direzione centrale di Sanità che ha impartito su scala nazionale direttive volte a ridurre le possibilità di contagio dando direttive ai questori e dirigenti di specialità che hanno dato il via a pulizie straordinarie negli ambienti interni e richieste di approvvigionamento di mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione individuali. Impossibile, tuttavia, tenere alla distanza di un metro e mezzo una persona da sottoporre a fotosegnalamento da parte del personale della polizia scientifica. Sia chiaro che se vi troverete di fronte un appartenente alle forze dell’ordine che indossa una mascherina, guanti e occhiali protettivi lo stesso non vuole creare allarmismo, ma scongiurare il fatto di contrarre il virus».

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