Frasi razziste della prof, gli studenti non ci stanno: "Fuori le parole d'odio da qui"

Il collettivo del Marco Polo sabato si è riunito nell'androne della scuola: "Il razzismo ci fa schifo". In cantiere eventi e una manifestazione. La docente non si è presentata a lezione

Gli studenti non ci stanno e alzano la voce: "Fuori i razzisti dalle nostre scuole", recita lo striscione che sabato mattina è stato srotolato nel ponte che unisce il liceo classico Marco Polo di Venezia con l'istituto artistico prospiciente. Pochi metri che sono diventati il fulcro di una polemica diventata subito di respiro nazionale, arrivando a interessare anche il Parlamento. Fiorenza Pontini, la docente di inglese di 59 anni finita sotto accusa (nei suoi confronti due procedimenti disciplinari da parte dell'ufficio scolastico territoriale e un interessamento anche della Procura) per alcuni post su Facebook postati la scorsa estate in cui si augura la morte di tutti i profughi, dolendosi del fatto che qualcuno di loro si sia salvato in caso di naufragio, non si è presentata a lezione. Come venerdì. Ancora non è arrivato il momento di tornare in classe, di conseguenza la dirigente scolastica, Annavaleria Guazzieri, con ogni probabilità nominerà una supplente. 

Agorà, il collettivo studentesco dell'istituto, sabato mattina si è riunito nell'androne del palazzo: "Questa è una scuola antirazzista - dichiarano - non vogliamo avere una professoressa che ha rivendicato le frasi che abbiamo letto. Non è possibile avere una docente, che ha un ruolo educativo, che scriva pensieri razzisti e inneggi al fascismo. Non è questo che vogliamo. Vogliamo come studenti dire è che il razzismo ci fa schifo". Il collettivo appare contrario al ritorno della docente. Sono anche in cantiere una serie di eventi, compresa una possibile manifestazione per l'11 novembre, per chiedere che mai più vengano proferite "parole d'odio" da chi, a diverso titolo, frequenta una scuola. Oltre che per approfondire le tematiche della fratellanza e dei flussi migratori. Per capire effettivamente cosa voglia dire "essere un profugo".

Intanto l'iter burocratico che potrebbe portare a sanzioni disciplinari per Fiorenza Pontini è ancora lungo e costellato da diverse tappe. Passerà un po' di tempo per capire come si concluderà la vicenda sul fronte professionale. Venerdì l'avvocato di Fiorenza Pontini, Paolo Seno, aveva spiegato che la professoressa si era scusata con la dirigente per tutto il "trambusto" causato, essendo cosciente di avere superato il limite del diritto alla libertà d'espressione. La docente, secondo la preside, rischia la sospensione temporanea dal servizio o l'allontanamento vero e proprio. Segnalazioni di post considerati razzisti erano arrivate anche durante l'anno scolastico precedente, quando Fiorenza Pontini insegnava all'istituto Foscarini. Della vicenda si è interessata anche la trasmissione tv de "Le Iene", che sabato mattina ha inviato una troupe nel liceo.

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