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Lavori alle elementari, in giardino spunta un proiettile di mortaio

Attimi di apprensione per gli operai impegnati nel rifacimento dell'impianto di riscaldamento dell'istituto, che giovedì si sono visti davanti una bomba inesplosa

Si scava nel giardino della scuola e spunta fuori un proiettile di mortaio inesploso. È successo a Portogruaro, dove gli interventi di rifacimento dell'impianto di riscaldamento di un istituto primario si sono conclusi con una telefonata agli artificieri. Come riporta il Gazzettino tutto si è risolto nel migliore dei modi, ma restano le perplessità per la (evidente) mancata bonifica del terreno all'epoca della costruzione.

BRUTTA SORPRESA - L'episodio sarebbe avvenuto giovedì, quando gli operai al lavoro nella scuola di via Liguria erano impegnati a scavare per raggiungere i condotti dei sottoservizi. La grossa buca stava venendo realizzata nel giardino dell'istituto, proprio poco distante dai giochi per i bambini. Ad un certo punto la pala della macchina scavatrice ha urtato qualcosa di duro, e subito l'operatore del mezzo edile ha fermato tutto per andare a controllare: tra il fango e il terriccio spuntava inequivocabile la sagoma di un proiettile d'artiglieria, bossolo e ogiva ancora al loro posto così come, è facile immaginarlo, il letale contenuto di polvere da sparo.

RIMUOVERE TUTTO - Si trattava infatti di un colpo di mortaio inesploso, risalente alla seconda guerra mondiale e che aveva piantato tutti i suoi 75 millimetri di diametro ad appena due metri di profondità. Sono stati immediatamente avvisati i carabinieri, che sono accorsi sul posto e hanno delimitato l'area. Poi la segnalazione è arrivata in prefettura e sono stati mobilitati gli artificieri della polizia di Stato, che sono intervenuti rinchiudendo il colpo inesploso all'interno di un contenitore speciale, grazie al quale sarà trasportato ad Eraclea e fatto brillare. Tutto si è quindi risolto per il meglio e anche i lavori alla scuola sono potuti ricominciare senza problemi, ma intanto nell'aria si levano le critiche per la mancata bonifica del terreno comunale: i complessi sarebbero infatti stati edificati solo 20 anni fa, ma nessuno aveva all'epoca segnalato simili rischi.

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