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Sbarca a Venezia la protesta di centinaia di vongolari in trincea

Lunedì i manifestanti, soprattutto chioggiotti, hanno raggiunto il capoluogo. Si protesta contro le norme sulle dimensioni del pescato imposte dall'UE

Puntuali si sono presentati in laguna per perorare le proprie ragioni: sono i vongolari riuniti nella Cogevo (Consorzi di gestione vongole), i quali hanno aderito alla giornata di manifestazione nazionale contro le direttive dell'Unione Europea. Proteste dunque non solo a Venezia, ma anche in tutti gli altri centri di pesca dell'Adriatico: da Ancona a Rimini, da Fano a Ortona. Il concentramento delle imbarcazioni all'altezza delle Zattere, dove già alle nove erano presenti tre vongolare. Poi il loro numero è lievitato fino a raggiungere quasi le cento unità. Circa cinquecento invece i manifestanti, che hanno prima incontrato l'ammiraglio Tiberio Piattelli, comandante della direzione marittima di Venezia, poi dopo mezzogiorno hanno raggiunto la Prefettura, dove una delegazione ha voluto esporre le difficoltà del settore.

Sul posto per assicurarsi che tutto si svolgesse in maniera civile imbarcazioni della guardia di finanza, della Capitaneria, dei carabinieri e della polizia. I disagi in ogni caso sono stati limitati. L'iniziativa è stata concepita per far arrivare fino a Bruxelles l'eco dello scontento dei pescatori, i quali puntano il dito sulla norma che istituisce un reato penale nel momento in cui si raccoglie a bordo anche solo una vongola sottomisura. Era stato chiesto che il tutto venisse depenalizzato, ma per ora l'Unione Europea non ha risposto in alcun modo. Si chiede anche di eliminare d'inverno i limiti alla pesca sottocosta e una copertura economica, prevista per altre categorie del settore, durante i mesi di fermo.

Le lamentele quindi si concentrano in particolare sulle disposizioni relative alla pezzatura del pescato: con la nuova normativa la tolleranza sui prodotti sottodimensionati, che in precedenza era del 10 per cento sul totale pescato, scende a zero. Dopo tre infrazioni c'è la revoca della licenza, per non parlare delle sanzioni pecuniarie: possono arrivare a 4 mila euro. Ora i vongolari attendono risposte dal ministero: chiedono di ripristinare la percentuale di vongole sottodimensionate tollerate e di portare il limite ad almeno 2,3 millimetri. Propongono inoltre di prevedere sanzioni amministrative e non penali, e di abolitre il limite di 0,3 miglia dalla costa.

Al termine dell faccia a faccia in prefettura i manifestanti sono riusciti a ottenere un incontro al ministero delle Politiche agricole il prossimo 27 gennaio.

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