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L'omicidio di Chirignago, il pm chiede l'incidente probatorio: "Per esami irripetibili"

Le indagini si concentrano sulla ventina di reperti sequestrati durante i sopralluoghi della squadra mobile. Gli avvocati difensori dell'arrestato, Stefano Perale, si oppongono

La città è stata funestata da un altro delitto di sangue (DETTAGLI), ma continuano le indagini su quanto è accaduto a Chirignago poche settimane fa, quando Stefano Perale, 50enne, ha ucciso, prima narcotizzandoli, Anastasia Shakurova, 30enne russa, e Biagio Buonomo Junior, 31enne di origini campane. L'aggressione secondo la procura sarebbe stata premeditata e l'idea di uccidere la donna da parte di Perale sarebbe scaturita dalla sua infatuazione per la giovane, non corrisposta. Una gelosia che avrebbe indotto Perale a tramutarsi in assassino.

CHIESTO L'INCIDENTE PROBATORIO - Sulla vicenda, però, insistono ancora diversi punti interrogativi: per questo motivo il pubblico ministero, Giorgio Gava, titolare delle indagini, ha chiesto un incidente probatorio a causa della necessità di eseguire accertamenti irripetibili su una ventina di reperti sequestrati dalla squadra mobile di Venezia durante i sopralluoghi nell'appartamento del delitto. Si tratta di esami che coinvolgerebbero il materiale tecnologico requisito al reo confesso (cellulare e pc fisso), la possibile presenza di dna o di impronte sulla spranga di ferro con cui è stato colpito a morte Biagio Junior Buonomo e l'analisi del resto dei reperti ora in mano della magistratura.

Nell'auto della vittima, con cui Perale con ogni probabilità intendeva far sparire i corpi, sono stati prelevati alcuni stracci sporchi di sangue, due divaricatori vaginali e alcune confezioni di cloroformio, la sostanza che il 50enne avrebbe utilizzato per vincere le eventuali resistenze delle vittime. Anche su quest'ultime seguiranno analisi approfondite. Per questo motivo, qualora la richiesta di incidente probatorio venga accolta dal giudice, la difesa di Stefano Perale si avvarrà di un consulente esperto di chimica, uno di biologia (per le impronte) e uno di genetica (per il dna).

Gli avvocati Matteo Lazzaro e Nicoletta Bortoluzzi, però, si sono opposti alla richiesta del pm per questioni giuridiche: secondo loro l'incidente probatorio (le cui eventuali fonti di prova raccolte potranno essere utilizzate in sede di dibattimento al processo) si rende necessario nel caso in cui ci si trovi di fronte a una deperibilità del materiale sequestrato tale da indurre a muoversi in tempi stretti. Ma non sarebbe questo il caso. L'ultima parola spetta al giudice.

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