Si dimette l'amministratore delegato della Safilo, Luisa Delgado: "Ragioni personali"

Angelo Trocchia, attualmente presidente di Unilever Italia sarà il nuovo ad. A Santa Maria di Sala resta alta la preoccupazione per il calo dei volumi produttivi e per l'occupazione

La notizia del cambio di vertice al gruppo Safilo, con le dimissioni dell'ad Luisa Delgado "per ragioni personali", arriva qualche mese dopo l'inizio delle difficoltà annunciate dalla direzione della sede di Santa Maria di Sala, che più volte ha incontrato i sindacati, per trovare soluzioni "tampone" adeguate per allontanare lo spettro dei licenziamenti, dato il calo dei volumi produttivi.


Il gruppo Safilo sventola bandiera bianca: "Cerchiamo di superare assieme le difficoltà"

Al vertice l'attuale presidente Unilever Italia

Da Milano trapela già il nome del prossimo amministratore del gruppo. La società riferisce che si tratta di Andrea Trocchia, attualmente ad e presidente di Unilever Italia, che entrerà in azienda come dirigente con efficacia dal primo aprile. Safilo spiega che Delgado e il cda hanno concordato di risolvere consensualmente i rapporti e che fino alla nomina di Trocchia i poteri di gestione ad interim saranno affidati al presidente, Eugenio Ranzelli. Delgado riceverà una buonuscita di un milione di euro, oltre alle stock-option già maturate e altri benefit.

L'amministrazione Delgado

Delgado ha condotto la società in un periodo particolare, quando cioè il maggior concedente di licenza, Gucci, ha modificato il rapporto da concedente di licenza a fornitore. Da allora l'amministratore ha aumentato il portafoglio dei marchi con altre griffe, tra cui Moschino, Givenchy, Elie Saab, havaianas, rag&bone, Swatch e Rebecca Minkoff, ed ha rinnovato le licenze di Dior, Jimmy Choo, Tommy Hilfiger, Max Mara, Kate Spade, Juicy Couture e Saks. 

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Santa Maria di Sala

A Venezia agli inizi di febbraio i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno incontrato, assieme ai rappresentanti dei lavoratori, la direzione. Dall'azienda è arrivata la conferma della difficilissima situazione, con il calo della produzione. Al tavolo si è discusso di soluzioni "tampone",  come la mobilità infragruppo e su base volontaria dei lavoratori, il ricorso al part time, che superi le percentuali attuali, e incentivi all'esodo di eventuali lavoratori vicini alla pensione, a cui mancano massimo 24 mesi di contributi, per evitare i licenziamenti di personale.
 

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