Cronaca

Sciopero e blocco del Porto confermati, l'appello ai cittadini: «partecipate tutti»

Le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil mercoledì 7 ottobre dalle 9 del mattino alla stazione dei treni Santa Lucia di Venezia

Porto di Venezia

Sciopero del porto e blocco delle attività confermati dalle sigle sindacali regionali dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil che saranno con i lavoratori, gli imprenditori e i cittadini, chiamati all'appello, mercoledì 7 ottobre a partire dalle 9 del mattino alla stazione dei treni Santa Lucia di Venezia. In tanti arriveranno con i mezzi organizzati da Marghera. Non sembra esserci il corteo che era stato proposto dai sindacati in assemblea, verso il centro di Mestre.

 «Da molto tempo - scrivono i rappresentanti dei lavoratori della portualità veneziana - l’attività economica più importante della provincia è messa a rischio. Denunciamo il mancato intervento risolutivo delle istituzioni e del governo sulla manutenzione strutturale dei canali di accesso alle banchine portuali, sulle grandi navi, a distanza di 7 anni dal decreto Clini-Passera, e per il lavoro». Lo avevano detto a fine settembre e lo hanno confermato. Lo sciopero e la protesta restano le sole strade percorribili di fronte ad anni di «mancate risposte e di centinaia di cassintegrati», forse come non se ne vedevano a Marghera dagli anni '90.

Criticità importanti restano da sciogliere, secondo le sigle. Ci sono le concessioni delle società in scadenza, che senza certezze rischiano di portar via attività e posti di lavoro, in presenza di un ruolo commissariale dell'Autorità portuale che non è decisionale. Il Mose, avviato con il test di sabato, quando è in funzione impone lo stop ai traffici e al transito lagunare. E infine il Covid, che ha lasciato in molti senza stipendio. «È allarme rosso - per le sigle - imprenditoria e lavoro hanno trovato la motivazione per difendere assieme il porto. Fra questi ci saranno cooperative, lavoratori dell’indotto (spedizionieri, agenzie marittime, portabagagli, rimorchiatori, ormeggiatori, piloti, autotrasporto) e chi vive dell’attività portuale (alberghi, ristoranti, bar, vetrai, negozi, taxisti, gondolieri). «Scioperare è nei loro diritti», ha commentato il commissario straordinario del porto Pino Musolino lunedì in conferenza, confermando l'avvio degli escavi dei canali portuali. «Il funzionamento del Mose non è un problema nato ieri ma 17 anni fa». 

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