Scontrino di 17 euro a Santo Stefano "Pagati sei caffé e una bottiglietta"

L'assessore al Turismo Marino Finozzi pubblica su facebook la ricevuta fiscale di un bar di San Vidal, scatenando una nuova ondata di polemiche sui prezzi

L'assessore Finozzi e lo scontrino "incriminato"

Si torna a discutere dei prezzi per le consumazioni nei locali del centro storico veneziano: dopo il caso montato lo scorso anno su uno scontrino considerato troppo salato, questa volta è l'assessore regionale al Turismo Marino Finozzi, della Liga Veneta. Il politico del Carroccio ha infatti pubblicato sulla sua pagina facebook la foto della ricevuta fiscale rilasciata da un bar di campo Santo Stefano. Nero su bianco si vede l'importo complessivo, 17 euro, e Finozzi commenta l'immagine spiegando di aver pagato sei caffé e una bottiglietta d'acqua. I puntini di sospensione che concludono la descrizione lasciano intendere la rabbia dell'assessore, che però non ha commentato ulteriormente (se non rispondendo con un laconico "della serie i merli quando che passa!" rispondendo alle tante repliche subito arrivate all'immagine).

Immediata la tempesta mediatica, tra chi critica l'atteggiamento dei baristi veneziani, considerati colpevoli di far "scappare" i turisti dopo averli "spennati", e chi invece difende la categoria, sottolineando che bisogna mettere nel conto anche il servizio e le altre eventuali incombenze, senza dimenticare il probabile affitto "astronomico" pagato dall'esercente (il gestore pagherebbe 10mila euro per il plateatico). L'anno scorso uno scontrino da 100 euro per quattro caffé e tre amari aveva causato una pioggia di polemiche (e un'immediata levata di scudi a risposta), ma in quel caso si trattava di uno dei locali che sorgono in piena piazza San Marco, con tanto di orchestra musicale; gli stessi titolari del bar avevano voluto sottolineare come un espresso, bevuto al banco, costi poco più di un euro, ben diverso il discorso se ci si intende sedere al tavolo (come tra l'altro appariva riportato nel menù). Anche in questo caso il gestore ha spiegato alla stampa che i prezzi sono tutti esposti e che, in ogni caso, consumando al banco il copione sarebbe stato ben diverso: sedersi ai tavolini guardando la statua del "Cagalibri", insomma, ha il suo costo.

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