Actv, sindaco e direttore: «Stiamo facendo i salti mortali». Baretta: «I soldi ci sono»

Sottosegretario: «Anticipo del fondo per il tpl di 1 miliardo più altri 600 milioni. Proroga cig ma la Regione aumenti le risorse per Venezia». Cgil: «Extraurbano privo di mezzi. Senza risposte ci mobilitiamo»

Mezzi Actv, archivio

Non era la fine della battaglia. Il tavolo sul trasporto pubblico locale di mercoledì 6 maggio, con il sindaco, le sigle sindacali e Actv ha portato a una tregua. Filctem Cgil fa il punto della situazione oggi, giovedì 7 maggio, in videoconferenza, sparando a zero sull'assenza del prefetto Zappalorto. «Lo ringraziamo per il suo impegno a rendere possibile l'incontro di ieri, ma in quanto rappresentante istituzionale deve farsi portavoce delle istanze locali al governo», dice Valter Novembrini segretario della categoria.

Obiettivo: salvare l'azienda

Anche il sindaco Brugnaro torna sull'ammanco di 108 milioni per l'Actv, in conferenza dal Tronchetto. «Non ci sono turisti, non è colpa di nessuno. I lavoratori sono in cassa integrazione, li ringrazio, ringrazio i sindacati. Abbiamo anticipato noi la cassa integrazione per le 9 settimane previste nel Cura Italia. Finora non ci è arrivato niente. Tra poco - dice il primo cittadino - non avremo più i soldi per mettere la benzina nei vaporetti. Nostro obbiettivo - ripete - è salvare l'azienda, è impensabile una gestione privata. Non vogliamo vendere, deve restare pubblica e in salute - e ai cittadini dice - Per quanto possibile, usate i vostri mezzi».

Risorse per il trasporto

Per la Filt le trattative del Comune con i taxi, per integrare alcune tratte in emergenza, sono tutt'altro che superate. «Si è parlato solo di taxi, non di autobus privati né di Alilaguna. Eppure anche i dipendenti di quelle aziende sono in cassa integrazione. Perché?», chiede Novembrini. Chiederemo un altro incontro. L'amministrazione deve mostrare il pugno con la Regione per un diverso riparto delle risorse per Venezia, evitando lo scaricabarile solo sul governo. Il tema delle risorse che arrivano dal turismo non regge più».

Soluzioni alternative

«Ci scusiamo - dice il sindaco dalla control room - stiamo attivando i servizi minimi facendo i miracoli. Non ci sono soldi per fare di più. I tassisti ci darebbero una mano a scaricare la pressione sui pontili. Magari ai gondolieri chiederò di aggiungere qualche traghetto in più. Sentiamo Trenitalia anche per pensare a soluzioni con maggiori frequenze su direttive specifiche, ad esempio Treviso-Mestre, Castelfranco-Mestre, Padova-Mestre: aggiungiamo vagoni, ci prepariamo per il nuovo inizio delle scuole. Finora, tutto sommato, le cose sono andate bene», afferma Brugnaro tracciando un bilancio dei primi giorni di parziale riapertura delle attività e di allentamento delle restrizioni, iniziato il 4 maggio.

Riorganizzazione

Un quadro che, visto dalla prospettiva Cgil, si rovescia. «Il sindacato prima della crisi aveva già presentato varie proposte su come integrare il trasporto su gomma e rotaia per garantire la spesa e il servizio, ma siamo rimasti inascoltati. C'era il turismo a riparare tutto. Non è più così. Interventi di integrazione e riorganizzazione saranno ancora più necessari nei prossimi mesi e anni», afferma il segretario della Cgil veneziana Ugo Agiollo. «Non si può pensare di risolvere il sovraccarico dei mezzi mettendo 80-100 corse bis in più quando il caos è già scoppiato, e nessuno sapeva niente - chiosa Novembrini - Come minimo quei bis bisogna metterli sulla carta».

Parcheggi e navette

Per il direttore Actv Avm, Giovanni Seno, «l'incertezza deriva dall'assenza di risposte dal governo. Il 4 maggio l'incremento di passeggeri è stato in media del 5-10% rispetto ai giorni precedenti: 80 corse bis sono bastati a far rientrare la situazione. Ora abbiamo due parcheggi scambiatori, uno ai Petroli e uno in Castellana-Ceccherini. Lunedì c'erano 5 macchine, oggi sono 50, aumentano un po' per volta. Abbiamo lavorato con Fincantieri e anche con l'Ulss per costruire dei servizi ad hoc per i loro dipendenti in modo da sgravare le corse normali. Nel frattempo stiamo provvedendo alla sanificazione, ai bolloni di segnalazione, a gel, guanti e mascherine: a fine anno il costo sarà di oltre 2 milioni di euro».

Baretta: le risorse ci sono

Spese che i trasporti pubblici locali possono iniziare a programmare, anticipa in videoconferenza il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta. «Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha già previsto che le Regioni avranno 1 miliardo e 200 milioni di anticipo sui 4 previsti dal fondo governativo per i trasporti locali. In più sono previsti altri 600 milioni che dovrebbero entrare nel decreto di maggio». Riconfermato anche il raddoppio della cig per altre 9 settimane, 3 miliardi per i Comuni e 500 milioni per le Province, oltre ai 10 miliardi per i pagamenti delle fatture degli enti locali per le spese relative al sociale, afferma il sottosegretario. «Speriamo in risposte immediate per lavoratori e utenti», dice Filt Cgil, in mancanza delle quali non avrebbe remore a mobilitarsi, ma questa volta chiamando a raccolta tutta la cittadinanza.

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