Cronaca

Sul treno non c'è posto, i pendolari furibondi si stendono sulle rotaie

Un solo vagone per decine e decine di lavoratori che ogni mattina devono raggiungere Mestre, la situazione della "Vaca Mora" è al punto di rottura

Un solo vagone e centinaia di pendolari che, ogni mattina, chiedono solo di raggiungere in orario il loro posto di lavoro. Questi i due elementi fondamentali di un'equazione che ha come solo risultato possibile, dopo mesi e mesi di sopportazione, una reazione esplosiva. E l'esplosione c'è stata, anche se in senso figurato, un vero scoppio di rabbia che ha portato i lavoratori a mettersi di traverso sui binari, impedendo al treno Adria – Mestre di lasciare la stazione di Prozzolo di Camponogara. Per far ripartire il convoglio e calmare gli animi sono dovuti intervenire i carabinieri di due stazioni, minacciando denunce per interruzione di pubblico servizio.

IMPOSSIBILE SALIRE – Mercoledì mattina, come ogni giorno, a bordo dell'unico vagone di quel treno da anni soprannominato, in maniera niente affatto affettuosa, “Vaca mora” la situazione era insostenibile. Partito da Adria, all'altezza di Campagna Lupia e Bojon salire era già difficile. Arrivato a Prozzolo, però, aprire le porte era quasi impensabile, figurarsi attraversarle e montare a bordo. Alle 7.30, però, ad aspettare il treno al binario ci sono persone che non possono permettersi di essere lasciate a terra: lavoratori, operai, turnisti, tutti con un cartellino da timbrare. Così, come raccontano i quotidiani locali, dopo gli spintoni e le urla, dopo i tanti tentativi di infilarsi in quello che oramai era divenuto un carro bestiame, qualcuno, esasperato, ha deciso di protestare nella maniera più drastica possibile: stendendosi sui binari.

TUTTO BLOCCATO – Ovviamente il treno non è potuto ripartire e così dalla stazione sono stati allertati i carabinieri. I militari sono arrivati al binario in forze dalle caserme di Campagna Lupia e Camponogara e hanno subito fatto sgomberare i pendolari furiosi minacciando denunce per interruzione di pubblico servizio. La rabbia ha quindi ceduto il passo alla paura dei guai giudiziari e i “manifestanti” si sono rialzati, liberando le rotaie. Il treno però è ripartito solo alle 8.15, dopo che alle sue spalle ne è sopraggiunto un altro da Adria sempre in direzione Venezia-Mestre. I 110 posti di un singolo vagone sono quindi raddoppiati e i lavoratori hanno potuto salire. Peccato però che il problema si sia ripresentato alle stazioni successive, tra Sanbruson e Mira, dove le due “Vacche more” sono arrivate di nuovo piene. Stavolta però niente proteste, solo tanta rabbia. Intanto i carabinieri stanno esaminando i filmati delle videocamere di Prozzolo, e c'è da scommettere che a qualcuno la tanto minacciata denuncia arriverà direttamente a casa.

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