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Nei prossimi giorni arriveranno 20.400 dosi di vaccino AstraZeneca

L'annuncio dell'assessore Lanzarin oggi in conferenza stampa. Saranno utilizzati per vaccinare lavoratori dai 18 ai 55 anni nella categorie essenziali

Nei prossimi giorni arriveranno in Veneto 20.400 dosi di siero AstraZeneca, che saranno utilizzate per vaccinare i lavoratori dai 18 ai 55 anni che operano nelle categorie essenziali, oltre alle forze dell'ordine e agli insegnanti. L'annuncio è arrivato oggi dall'assessore alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin, nel corso del punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera.

In questa prima fase saranno vaccinati anche gli studenti di Medicina, Chirurgia e Scienze infermieristiche, mentre badanti e persone disabili in cura a casa non hanno ancora una tempistica precisa per la vaccinazione. Lanzarin ha quindi sottolineato che non ci sono nuove segnalazioni di reazioni e problemi legati al vaccino britannico.

Sul fronte delle vaccinazioni è intervenuto anche il governatore Luca Zaia. «Sul mercato potrebbero esserci possibilità di acquistare dosi autorizzate e legali. - ha detto - Abbiamo già avuto i primi contatti con due aziende produttrici, che ci hanno dato già disponibilità immediata, comunque ancora tutta da verificare. Stiamo lavorando per non lasciare nulla di evaso. - ha quindi aggiunto - Di sicuro ci sarebbero disponibilità se comprassimo vaccini "non autorizzati", ma ci muoviamo sulla via della legalità. Per ora non abbiamo avuto altri contatti con il Governo».

Sull'efficacia di AstraZeneca

Intanto, a livello nazionale, monta la preoccupazione sull'efficacia del siero AstraZeneca, a causa della minor copertura garantita rispetto ai più efficaci Pfizer e Moderna. Come riportato da Ansa, invece, sulla base di alcuni studi ancora in fase di validazione, i vaccini britannici sarebbero efficaci solo al 10% sui casi di contagio lieve o moderato relativi alla variante sudafricana del covid, mentre non ci sono ancora dati sull'impatto del vaccino nei casi di contagio grave. L'agenzia britannica Pa, invece, cita uno studio di provenienza americana, secondo il quale il siero Pfizer/BioNTech risulterebbe efficace anche contro la mutazione del virus identificata per prima in Sudafrica.

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