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Veneto in bilico tra zona arancione e rossa, oggi il responso e la firma dell'ordinanza

Nel pomeriggio la consueta cabina di regia che deciderà le sorti della Regione per la prima parte della prossima settimana (il weekend di Pasqua sarà rosso per tutti). Si profilano, però, altri 7 giorni nella fascia di rischio più alto

Oggi l'Iss (Istituto superiore di sanità) pubblicherà il nuovo report sulla situazione dei contagi in Italia, poi si riunirà al tavolo con il Cts (Comitato tecnico scientifico) e il ministro della Salute Roberto Speranza per definire quella che sarà la nuova mappa colorata dell'Italia. Ciò che è certo è che non ci saranno Regioni gialle e che l'Italia sarà colorata di arancione e rosso. Difficile dire quale sarà la sorte del Veneto: come già spiegato dal presidente Luca Zaia nel corso del punto stampa di ieri, infatti, se è vero che l'Rt si è abbassato, l'incidenza di positivi ogni 100mila abitanti viaggia sui 250, ossia il valore con il quale un territorio viene collocato o confermato d'ufficio nella zona di rischio più elevata.

Veneto in bilico

Viste le premesse, sembra probabile che il Veneto sia confermato per un'altra settimana in zona rossa, per quanto Zaia abbia fatto trasparire un cauto ottimismo (dimostrandosi anche disposto a riaprire le scuole nel caso di fascia arancione). C'è anche da dire che il 3, 4 e 5 aprile, ossia i giorni del fine settimana pasquale tutta l'Italia sarà chiusa in zona rossa, secondo l'ultimo decrete legge varato dall'esecutivo Draghi, quindi l'allentamento delle misure restrittive si concentrerebbe solo nella prima parte della prossima settimana.

In arancione dal 6 aprile?

Già da martedì 6 aprile, invece, si dovrebbe vedere uno spiraglio per tornare in zona arancione. Con le chiusure l'indice Rt dovrebbe continuare a scendere, così come l'incidenza di positivi sulla popolazione si spera possa tornare entro livelli di sicurezza. Responsi precisi sull'andamento delle curve, tuttavia, si avranno nel primo pomeriggio di oggi con il report consueto dell'Iss.

Nel frattempo il Governo ipotizza che da qui al 6 aprile, raggiunto il picco, i contagi comincino a calare. Finora i numeri non hanno dato ragione all'esecutivo. L'agenzia di stampa Ansa scrive che l'ipotesi che prevale tra i ministri più prudenti è quella di prolungare le restrizioni attuali oltre Pasqua. Nel centrodestra di Governo che spinge per allentamenti si riconosce da alcune fonti ministeriali che la situazione dell'epidemia resta pesante, mentre altre parteggiano comunque per una ripartenza non solo dell'istruzione, ma anche del commercio e della ristorazione laddove possibile. Allo stesso tempo si lavora, come confermato da Draghi stesso, per la riapertura delle scuole anche in zona rossa, a partire dalla fine delle vacanze di Pasqua.

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