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Vertenza Eni, Zappalorto: "Non se ne andrà". Sindacati: "Urge tavolo"

Faccia a faccia tra il commissario e i rappresentanti dei lavoratori, che sottolineano: "Situazione esplosiva". Stipendi dei comunali a rischio?

Giornata di incontri. Discussioni. Faccia a faccia. Perché la vertenza Eni da giorni sta tenendo banco, con il punto di domanda principale che rimane per ora tale: lo stabilimento Cracking riaprirà? Secondo i vertici del gruppo sì. Il rinvio sarebbe solo dovuto a lungaggini burocratiche. Secondo i sindacati, invece, ci sarebbe di che preoccuparsi, visto l'annuncio di dismissioni che hanno coinvolto altri stabilimenti del colosso degli idrocarburi. Per questo motivo i sindacati, dopo un'assemblea al Petrolchimico, hanno prima incontrato il vicario del prefetto (e vicecommissario di Venezia) Sergio Pomponio, poi il comissario prefettizio Vittorio Zappalorto. La richiesta principale dei rappresentanti dei lavoratori è stata di ottenere attenzione, in vista della manifestazione del 28 luglio che potrebbe creare anche disagi sul ponte dell Libertà.

Il commissario avrebbe dichiarato di voler capire quali siano le reali intenzioni di Eni, sottolineando secondo i sindacati, come le informazioni in suo possesso non siano di una possibile futura dismissione della raffineria. Anzi, ci sarebbero tutte le intenzioni del colosso petrolifero per attuare anche il secondo step della riconversione. "E' una notizia importante - dichiara Massimo Meneghetti, segretario della Femca Cisl di Venezia - Ma questo non basta: ora vogliamo la convocazione di un tavolo governativo con Eni per comprendere il suo ruolo nella politica industriale e energetica del Paese, per confermare gli accordi di riconversione sottoscritti e il riavvio del Cracking di Porto Marghera".

Sulla stessa lunghezza d'onda la Cgil. "Chiediamo alle istituzioni locali di prendere un forte e determinante impegno nei confronti di Eni per fare chiarezza sui passi che sta compiendo, che se verranno portati a termine produrranno una pesante disoccupazione che coinvolgerà a Marghera 460 lavoratori più altri 1600 nell'indotto - dichiara Riccardo Colletti, segretario generale della Filctem Cgil di Venezia - La situazione è veramente esplosiva. Abbiamo spiegato al vicario del Prefetto che questa situazione verso il mese di ottobre potrebbe degenerare e il sindacato non potrà più gestirla perché, se una società come Eni che ha la partecipazione statale firma gli accordi con il sindacato e poi non li rispetta chiudendo gli impianti ma allo stesso tempo dà circa 38 milioni di euro al Comune e alla Regione per le bonifiche, come potremo spiegare ai lavoratori disoccupati che queste sono scelte impossibili da fermare?".

Altro punto cruciale a Ca' Farsetti erano le retribuzioni dei dipendenti comunali, in vista del bilancio consuntivo. Da questo punto di vista le sigle sindacali (stavolta della pubblica amministrazione) se ne sono andate con un muso più lungo. Visto che, a quanto dichiarano, non avrebbero trovato le risposte che cercavano. "L’incontro è stato negativo e deludente - si legge in una nota dei sindacati - rispetto alle indiscrezioni apparse sulla stampa  sui pesanti tagli che il commissario intende effettuare le prime sue affermazioni sono state generiche e ipotizzano tagli diffusi e nuove entrate, seppur sulla base di una presunta equità e tutela delle fasce sociali più deboli. Sulle stabilizzazioni dei dipendenti il commissario si riserva di effettuare alcuno approfondimenti". La delegazione dal canto suo ha ribadito la volontà di ottenere la conferma degli accordi e del fondo per la contrattazione integrativa 2014. Già finita in bilico nei mesi scorsi.

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