Economia

Dexia Crediop farà ricorso contro il Comune di Venezia

Secondo l'istituto di credito, Ca' Farsetti mostrò «la chiara volontà» di procedere all'operazione che nei giorni scorsi è stata dichiarata nulla dall'Alta corte di Londra

L'istituto di credito Dexia Crediop ha annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la sentenza dell'Alta corte di giustizia di Londra, che il 14 ottobre aveva dichiarato «nulli e inapplicabili» i contratti derivati stipulati nel 2007 tra le banche e il Comune di Venezia.

Secondo Dexia Crediop, la Corte ha ritenuto Ca' Farsetti "non capace" di stipulare gli accordi nonostante abbia dimostrato, all'epoca, «la chiara volontà e l’espresso consenso» a procedere con l'operazione, ovvero la rinegoziazione del derivato precedentemente in essere con Banca Bear Stearns. Dexia Crediop, inoltre, ritiene che la decisione dell’Alta Corte «si basi su una ricostruzione in fatto e in diritto non in linea con le effettive caratteristiche contrattuali dell’operazione». Per questi motivi, «intende ricorrere in appello». Una decisione analoga potrebbe essere presa anche da Intesa Sanpaolo, che, come riportato da Il Sole 24 Ore, «si riserva di esaminare con attenzione la decisione della corte londinese, le relative conseguenze economiche e la possibilità di impugnarla».

Il contenzioso, dunque, è aperto. Il sindaco di Venezia nei giorni scorsi ha definito «storica» la sentenza londinese, ma resta la possibilità che venga ribaltata in secondo grado, come già successo in passato al Comune di Prato. Per il momento la Corte ha stabilito che il Comune è legittimato a sospendere i pagamenti dei differenziali futuri, che hanno scadenza nel 2037, per un risparmio calcolato in circa 30 milioni di euro. Ca' Farsetti potrebbe riavere anche quanto versato finora (circa 70 milioni in 15 anni, secondo il sindaco), ma la stessa Corte ha dichiarato che le banche potranno detrarre dall'importo i costi di copertura del rischio (hedging), quindi la cifra potrebbe essere notevolemente ridotta.

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