Cultura

Biennale, preview ai Giardini e all'Arsenale. E a Forte Marghera l'architettura abbraccia i piccoli

Oggi primo giorno di pre-apertura dedicato a giornalisti e addetti ai lavori. Da sabato 22 maggio e fino a domenica 21 novembre, la mostra sarà aperta, in presenza, ai visitatori

Uno specchio riflette l'immagine del visitatore quando entra al padiglione Centrale dei Giardini, dove Hashim Sarkis, curatore della 17ª Biennale di Architettura ha allestito due delle cinque Scale - le aree tematiche - della mostra che chiama tutti a interrogarsi sulle nuove frontiere del vivere assieme, a partire dagli architetti, «perché non siamo soddisfatti delle risposte oggi offerte dalla politica». Oggi, e così sarà domani e venerdì, l'esposizione è dedicata a giornalisti e addetti ai lavori, poi da sabato 22 e fino a domenica 21 novembre sarà aperta, in presenza, per tutti i visitatori.

«Quando entriamo - dice Sarkis - nello specchio vediamo noi», perché le domande che pone il titolo della mostra, "How will we live together?", pensata prima del Covid e dal virus costretta al rinvio di un anno, chiedono che venga superata la separazione tra chi pensa, progetta, si interroga sugli effetti dei cambiamenti climatici, dell'economia, dello sperpero di risorse e chi osserva.

La mostra

La mostra, organizzata in 5 aree tematiche, tre all'Arsenale e due al padiglione centrale, comprende opere di 112 partecipanti da 46 Paesi differenti, soprattutto di Africa, America Latina e Asia; di questi, quattro saranno presenti per la prima volta in laguna: Azerbaigian, Grenada, Iraq e Uzbekistan. «È passato un anno, ma non è stato un anno perso - aveva detto il presidente della Biennale Roberto Cicutto - non pensate che i tempi morti siano inutili, sono molto importanti se servono a comprendere che cosa dovevamo e dobbiamo fare e quali sono gli obiettivi del nostro agire. Una cosa molto importante per tutti coloro che come la Biennale aiutano la creatività, aiutando gli artisti a compiere il loro dovere, anche sociale e morale».

Padiglione Venezia

"Sapere come usare il sapere" è il tema dell'esposizione ospitata al Padiglione Venezia. Un progetto voluto dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e curato da Giovanna Zabotti con la collaborazione del commissario Maurizio Carlin. Il protagonista principale di questa edizione è l'architetto Michele De Lucchi, con le sue "Education Stations". In una delle stanze laterali del padiglione prende invece vita l'«economia della bellezza» del giornalista, scrittore e conduttore televisivo Emilio Casalini. Un flusso di connessioni tra saperi, risorse materiali ed immateriali, talenti e personalità dei singoli, comunità consapevoli, azioni concrete, progettazione e cambiamento sistemico post pandemia. All'interno del padiglione, infine, sono esposte le opere vincitrici della seconda edizione di "Artefici del nostro tempo", iniziativa promossa dal Comune di Venezia.

La Biennale per i piccoli a Forte Marghera

Nell'attesa della presentazione ufficiale della Biennale, domani (giovedì 20, ndr), è stata inaugurata oggi a Forte Marghera "How will we play together?", una Biennale dedicata ai più piccoli e al gioco, un insieme di strutture e forme che invitano i bimbi a giocare, arrampicarsi ed esplorare. «Giocare è la prima grande esperienza della vita - ha detto Cicutto - molte caratteristiche della nostra personalità dipendono dalla modifica della percezione del gioco e dal dover smettere di giocare a un certo punto perché si diventa grandi. Voglio esprimere un apprezzamento per questo spazio, dedicato alla cultura e al lavoro non in termini astratti, dove la gente si può ritrovare».

Alla presentazione era presente anche la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano, che ha ribadito l'importanza di Forte Marghera come punto di riferimento per la comunità. «È uno spazio culturale e di aggregazione per i giovani. - ha detto - Con questo progetto dedicato ai bambini la Biennale Architettura prende luce e simbolicamente Venezia si riapre al mondo. Questo importante appuntamento, molto atteso, insieme al Salone Nautico di Venezia e alle celebrazioni per i 1600 anni della città siano un segno tangibile di ripartenza e rinascita urbana».

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