Silvia Benedetti (Misto): «Che senso ha inaugurare un’opera non finita che non salverà Venezia dall’acqua alta?»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

“Il 10 luglio si è tenuta l’inaugurazione del MOSE alla presenza di membri del Governo, ma non capisco perché inaugurare un’opera inutile e per di più non terminata, come ammesso dalla Commissaria Spitz”. Questo il pensiero della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che così argomenta: “Risulta palesemente una forzatura l’evento, considerando anche il grave problema, tutt’ora irrisolto, delle paratoie bloccate dalla sabbia che si inserisce nei meccanismi bloccandone il ritorno sul fondale. Si tratta di un problema peraltro noto dal 2006, come sostenuto dal professore D’Alpaos, a cui difficilmente si troverà rimedio e che andrà sempre peggiorando. Il termine dei lavori, che il governo ha imposto avvenga entro il 31 dicembre 2021, appare difficile venga rispettato anche a causa della turbolenta situazione del CVN, con imprese e lavoratori che faticano ad essere pagate. Riguardo il test di domani, nelle scorse settimane vi sono state diverse indiscrezioni giornalistiche su un buffet con il costo di diverse migliaia di euro a carico del MIT: ho ritenuto opportuno presentare interrogazione al Ministro De Micheli perché venga fatta chiarezza. Come tutti sono preoccupata per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna”, continua la Deputata, “ma rimango contraria al MOSE. Si tratta un’opera costata il triplo di quanto preventivato nel 2003 e che, a causa dei cambiamenti climatici è obsoleta ancora prima di essere terminata. Il MOSE rischia di sconvolgere l’ecosistema della laguna senza proteggerla dalle maree sempre più elevate, ammesso che prima o poi entri completamente in funzione”.

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