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Alessandro Minto

Alessandro Minto

Omicidio Minto, chiesa piena per i funerali del giovane Alessandro

Tantissimi i ragazzi presenti alle esequie del 21enne che, una settimana fa, è stato ucciso dal suo stesso padre al culmine di una violenta litigata

Lutto cittadino, così è stato deciso dal sindaco di Campagna Lupia in occasione dei funerali di Alessandro Minto, il ragazzo di 21 anni ucciso dal padre durante una lite nella loro cucina in via Primo Maggio. Il primo cittadino ha emanato un apposito decreto e così giovedì, giorno deciso per le esequie, tutto il paese ha pianto la scomparsa del giovane.

LA CRONACA DELL'OMICIDIO A CAMPAGNA LUPIA

ALESSANDRO, BRAVO RAGAZZO CHE AMAVA LE BARCHE

TANTI AMICI – Già mezz'ora prima che la campana richiamasse tutti per la cerimonia, i banchi della chiesa di San Pietro e Paolo di Campagna Lupia erano tutti occupati. Tantissimi i ragazzi presenti, coetanei di Alessandro, amici, persone che lo conoscevano e lo stimavano. La bara del ragazzo era sovrastata da una corona di rose rosse voluta dalla madre che, anche se residente a Mestre, ha organizzato tutte le formalità lì in paese, senza però spendere una parola, nell'epigrafe, per la famiglia del padre. La donna si sarebbe anche sentita male, poco prima della messa, un lieve e comprensibile malore. In chiesa era anche presente il cugino di Alessandro Minto, mentre la zia paterna era stata ricoverata in mattinata all'ospedale di Dolo. La cerimonia ha visto ben cinque preti assieme dietro l'altare, due venivano infatti dalla parrocchia mestrina della madre del giovane scomparso. Anche il sindaco di Campagna Lupia, scortato dalla Giunta e da tre agenti in alta uniforme che reggevano il gonfalone cittadino, ha voluto essere presente in chiesa.

CONVALIDATO L'ARRESTO DEL PADRE

IL DOLORE DEGLI AMICI E DELLA FIDANZATA

DOLORE PROFONDO – Forse il momento più straziante di tutto il funerale è stato proprio quando durante la messa è stata letta la lettera di addio della giovane fidanzatina, uno spaccato di un'amore che, ormai, non potrà più essere vissuto ma solo ricordato. Poi la bara è partita alla volta del cimitero. Lungo il tragitto, come riferisce anche il Gazzettino, la madre e la ragazza di Alessandro hanno camminato abbracciate, quasi sorreggendosi a vicenda. Al momento di coprire la cassa a farsi avanti sono stati gli amici più stretti del 21enne, che, sicuri, hanno preso i badili e cominciato a spostare la terra. Ad aiutarli il suocero, nonostante la figlia maggiore consigliasse diversamente. Poi il saluto definitivo: sopra la bara viene messo un pezzo della moto del ragazzo, firmato da tutti i suoi amici. A deporre il simbolico oggetto ci ha pensato proprio la fidanzatina, che sopra aveva inciso la data del loro primo incontro.

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