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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Mestre Centro / Via Paruta

Case e negozi vuoti a Lido, si muovono le minoranze. Sfratto rinviato: «Bloccare le vendite di case Ater»

«Almeno 50 appartamenti e botteghe da assegnare in Città Giardino»: interrogazione in Municipalità e in Regione

La minoranza nella Municipalità del Lido Pellestrina interroga l'Ater, ente regionale che assegna le case pubbliche, e lo fa anche la consigliera della Regione Veneto Elena Ostanel (Il Veneto Che Vogliamo), per il complesso di “Città Giardino”. «Il quartiere - si legge nel testo dei consiglieri  Laura Prevedello (Verdi Progressista), Danny Carella, Leopoldina Bernardi, Nicolò Angelo, Alessandro Ruben Strozzi, Clara Zaninotto (Partito Democratico) Alvise Pagan (Venezia è Tua) - mantiene ancora oggi una propria identità urbanistica e sociale all’interno dell'isola del Lido. È stato edificato più di cento anni fa su progetto proposto da Nicolò Spada, lo stesso imprenditore dell'Excelsior, e successivamente assegnato dal Comune di Venezia all'Istituto Autonomo per le Case Popolari, per la costruzione di 221 alloggi». Oggi, per gli oltre 50 appartamenti vuoti di proprietà Ater collocati tra le vie Pizzamano, Sandro Gallo, Paruta, Marin Sanudo, Sabellico, Garzoni, Zante, Piazza Traù, Piazzetta Sebenico e Riva di Corinto, sembra non esserci nessun destino.

Due le interrogazioni "parallele" presentate. «Il Lido è un'isola che, nonostante una fortissima crescita edilizia, è scesa dagli oltre 20.000 abitanti del 1950 a meno di 16.000 abitanti attuali - si legge negli atti - Un intervento Ater per il recupero e l'assegnazione di questi alloggi può contribuire a restituire residenzialità stabile a prezzi calmierati a una realtà come quella del Lido di Venezia segnata, nel bene e nel male, da una intensa vocazione turistica prevalentemente stagionale» Si tratta di piccoli fabbricati composti da 4-6 appartamenti, mentre alcuni comprendono 8-12 alloggi, uno diverso dall'altro, con molte finestre ad arco e poggioli oltre a giardini ricchi di vegetazione, costruiti per essere assegnati a famiglie di operai, pescatori, braccianti agricoli, impiegati e, in generale, a chi versava in maggiore stato di necessità. «Gli appartamenti Ater che a oggi
risultano non assegnati sarebbero oltre 50, così come vuoti risultano alcuni negozi al piano terra - continua l'interrogazione -. Si interrogano sindaco e la giunta comunale per sapere quanti di questi immobili siano pronti per essere assegnati e quanti siano in attesa di manutenzione, ordinaria e straordinaria, e se, relativamente ai negozi che saranno recuperati si prevede un bando per l’assegnazione a prezzo calmierato o, eventualmente, l'assegnazione al tessuto associativo presente sull’isola».

Appartamenti vuoti Ater Lido tra le vie Pizzamano, Sandro Gallo, Paruta, Marin Sanudo, Sabellico, Garzoni, Zante, Piazza Traù, Piazzetta Sebenico e Riva di Corinto

Intanto il sindacato Usb informa di aver ottenuto un secondo rinvio dello sfratto di un'inquilina di Mestre che doveva lasciare l'alloggio per morosità incolpevole dopo aver perso il lavoro durante la pandemia. «Asia Usb (Associazioni inquilini e abitanti), con il supporto del Fronte Comunista e del Fronte della Gioventù Comunista era al fianco dell'inquilina e grazie alla solidarietà di tutti siamo riusciti ad ottenere questa vittoria. Sappiamo però che si tratta di una vittoria temporanea, inserita in un processo più ampio di aumento degli sfratti e dell'acuirsi dell'emergenza abitativa nel Comune di Venezia così come nel resto d'Italia. In questo contesto il Comune  non fornisce soluzioni valide alle circa 2.000 famiglie a rischio sfratto, e la Regione dà l'ok ad Ater Venezia per vendere quasi mille alloggi - scrive l'unione sindacale di base - Gli sfratti vanno bloccati subito, le vendite del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, autorizzate dalla Regione, fermate. Servono investimenti seri nell'edilizia residenziale pubblica, iniziando a considerare le case popolari come un diritto e non un bene per fare profitto. Il Comune deve poi requisire gli alloggi sfitti di Ater e dei grandi proprietari e inserirli in un piano di assegnazioni straordinarie per affrontare l'emergenza abitativa. È necessario creare un fronte di lotta di lavoratori, disoccupati e studenti, per la casa e per tutti i diritti negati, come il lavoro, l'istruzione e la sanità, contro la privatizzazione e l'aziendalizzazione dei servizi».

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