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Grosso giro di spaccio di cocaina a Venezia, 14 arresti

Dopo un anno di investigazioni il gip ha disposto 16 misure cautelari, 14 delle quali in carcere. A capo della banda, tre cittadini albanesi in grado di movimentare 2 chili di cocaina al mese

È stata un'indagine vecchio stile, fatta di pedinamenti, quella condotta dalla squadra mobile della polizia di Venezia e coordinata dalla procura lagunare, che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza su un gruppo organizzato di albanesi che gestiva un grosso traffico di cocaina in centro storico. Al termine delle indagini, durate un anno, il gip ha emesso 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 ai domiciliari.

La banda era ben organizzata, su struttura piramidale. Alla base c'erano prevalentemente piccoli spacciatori locali, nella stragrande maggioranza dei casi loro stessi assuntori, che non facevano direttamente parte dell'organizzazione. Si tratta di persone nate e cresciute in centro storico, in parte italiane e in parte straniere, che non spacciavano su strada e recapitavano le dosi anche presso le abitazioni dei "clienti".

Al secondo livello c'erano gli intermediari, sei o sette in tutto, spacciatori "professionali" insospettabili e senza precedenti specifici, traite d'union tra chi si occupava dello smercio locale e i capi della banda; oltre a fare da collante, avevano il compito di esportare cocaina e anche marijuana in terraferma, in tutto il territorio veneziano, tra Mestre e Marghera. Tra loro, due sono cugini di uno dei capi banda. Al vertice c'erano invece tre cittadini albanesi, in grado di gestire partite di cocaina da 2 chili per fornitura (generalmente mensile) ed effettuare singole consegne di un certo peso alla propria rete di spaccio, fino a 500 grammi di sostanza alla volta. Due di questi sono stati arrestati, il terzo è irrintracciabile e non si esclude che possa aver fatto ritorno in Albania.

Come spiegato dal dirigente della squadra mobile di Venezia Giorgio di Munno, la tecnologia - intercettazioni telefoniche ed ambientali - è stata utile fino ad un certo punto per individuare i componenti della banda e capire organizzazione interna e modalità operativa sul territorio. Questo perché avevano blindato la loro comunicazione, con cambio delle schede sim giornaliero. Servizi di osservazione e pedinamento "alla vecchia maniera" «si sono rilevate l'unica arma vincente per risalire ai gravi indizi di colpevolezza».

Nel corso delle investigazioni, gli agenti di polizia hanno arrestato 4 persone in flagranza di reato e sequestrato 3 chili di cocaina e un chilo e mezzo di marijuana. In particolar modo, come accertato successivamente, la cocaina, importata da Milano, era pura all'80%, un livello molto elevato, che consentiva di tagliarla successivamente con altre sostanze. Per nove persone - boss e secondo livello della piramide - è contestata l'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, per i restanti, invece, il reato di spaccio. Nel corso dell'operazione antidroga di questa mattina, sono stati impiegati 100 poliziotti, tra agenti della sezione antidroga della squadra mobile e colleghi dalle questure di Treviso, Vicenza, Belluno e Verona.

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