Asili nido, scuole materne e centri estivi: il punto sulle (ri)aperture

Uno degli argomenti che tiene maggiormente banco. Da una parte la necessità dei genitori tornati a lavoro, dall'altra quella di formare personale e adeguare spazi e misure di sicurezza

È uno degli argomenti che continua a tenere maggiormente banco quando si parla di ripresa, una necessità per i genitori. Per ora la versione è che i centri estivi per i bambini partiranno la settimana prossima, eccezion fatta per la fascia d'età 0-3 anni. Il presidente della Regione Luca Zaia è ritornato anche oggi, nel corso del consueto punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera, in argomento: «Confermo che andiamo avanti per l'apertura dei centri. - ha sottolineato - Se il Governo avesse accettato le linee guida per gli 0-3, saremmo pronti aprire anche quelli». La situazione è la stessa di tutte le altre Regioni, che hanno in previsione, però, di riaprire una settimana dopo. «I centri estivi non li vogliamo legare ad aspetti burocratici, ci saranno solo delle linee guida. - ha spiegato Zaia - Se mettiamo in piedi un network di realtà che si occupano di minori, diamo una mano ai tanti genitori.

La versione del Comune di Venezia

Se Zaia parla di centri estivi, il Comune di Venezia ha affermato di essere pronto, dal 3 giugno, a riaprire asili nidi e scuole materne, nei locali che poi potrebbero essere utilizzati anche per i centri estivi. Solo ieri l'assessore alle Politiche educative di Venezia Paolo Romor aveva sottolineato come siano stati predisposti per i 27 nidi e le 17 scuole dell'infanzia della rete comunale le sanificazioni e i sopralluoghi del caso. Per favorire l'accesso in sicurezza ai più piccoli, si va nella direzione di stabilire accessi scaglionati per evitare gli assembramenti, controllare la temperatura all'entrata e più volte nel corso della giornata, organizzare piccoli gruppi stabili con una maestra "dedicata" e propri giochi e presidi igienici.

E quella dei sindacati

Se Romor ha sottolineato che grazie ad Ames è stato previsto un piano dettagliato di sanificazioni funzionali alla riapertura, Daniele Giordano di Fp Cgil afferma come il personale non abbia ricevuto alcuna indicazione e si ritrovi attualmente ancora in sospensione del lavoro. «Quello che è avvenuto - spiega - è che solo qualche lavoratrice è stata chiamata per aprire gli asili alle educatrici per alcune piccole incombenze. Per avviare tutti quegli interventi e misure per la prevenzione e il contenimento della diffusione dei virus serve una programmazione su come impiegare il personale Ames, che non sono schiave al servizio del padrone da avvisare la sera prima per la mattina successiva, e che hanno bisogno anche di ricevere la formazione prevista, sui temi di prevenzione e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale». 

«Romor dice: "abbiamo sanificato tutto". Non corrisponde al vero - scrive Mario Ragno della Uil Fpl - Ai primi di marzo le strutture sono state pulite ed igienizzate dal personale ausiliario di Ames e poi chiuse (per cui ovviamente da rifare). "Le strutture sono pronte ad accogliere i bimbi" - continua Ragno -. L'unica cosa fatta sono state delle planimetrie per la divisione degli spazi interni. Al Nido Melograno è caduto un pezzo di soffitto». Al Millecolori «c’è l’erba altissima. Al Nido Pineta il giardino è al sole e non esiste nessun gazebo o altra protezione. Alla scuola dell’Infanzia Vecellio la pavimentazione è tutta da aggiustare. Ho relativa documentazione fotografica». Infine, per quanto riguarda le scuole dell’infanzia comunali, fino a chiusura dell’anno scolastico, che in Veneto è fissata al 30 giugno, non è possibile attivare centri estivi con il personale comunale. «Forse sarebbe il caso di cominciare tutti assieme a pensare a come ripartire a settembre», conclude.

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Contributi regionali

Nell'attesa di capire quale sarà la sorte di asili e centri estivi, l'assessore regionale ai Servizi sociali Manuela Lanzarin ha annunciato un contributo  straordinario di quasi 3 milioni di euro per i nidi, micronidi, nidi aziendali, nidi famiglia e servizi innovativi per l’infanzia del Veneto. Si tratta di un corrispettivo di 740 euro per ognuno dei 3856 bimbi iscritti, che la Regione intende riconoscere a tutte le strutture per la prima infanzia in considerazione dello stop imposto dall’emergenza sanitaria e della conseguente sospensione o riduzione delle rette pagate dalle famiglie. «Il nostro impegno prioritario per la fase 2 - ha spiegato Lanzarin - è fare in modo che nessuna struttura chiuda i battenti o riduca le proprie capacità di accoglienza a causa dell’emergenza sociale ed economica che stiamo attraversando».

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