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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Tessera

Proteste alla Leonardo Finmeccanica: "Sanzione a chi partecipa al massacro curdo"

Azione dei centri sociali del nord-est e associazione YaBasta! Edi Bese! per denunciare coloro che "hanno deliberatamente bombardato obiettivi civili della Federazione del Nord Siria-Rojava"

Centri sociali del nord-est e associazione YaBasta! Edi Bese! sabato mattina hanno organizzato un'azione di protesta alla Leonardo Finmeccanica di Tessera, con "un sanzionamento dal basso contro coloro che contribuiscono al massacro dei popoli della Federazione del Nord Siria-Rojava".

Sanzione

"In solidarietà al popolo curdo di Afrin, che sta combattendo gli jiadisti dell’Isis e che resiste all’attacco turco di Erdogan - scrivono sulla pagina Global project - abbiamo tagliato le reti della fabbrica Leonardo di Mestre e sanzionato gli uffici con il colore rosso che rappresenta il sangue che sporca le mani del leader turco e di tutta Europa, che ha stanziato alla Turchia miliardi di euro per gestire il flusso migratorio. Questi soldi sono stati investiti per massacrare il popolo curdo attraverso l’operazione 'ramoscello d’ulivo', e la fabbrica di morte Leonardo si è resa complice fabbricando gli aereo mobili usati per l’attacco ad Afrin".

Blitz no global a Leonardo Finmeccanica

Atto di denuncia

"L’azione e il sanzionamento di oggi alla sede di Leonardo-Finmeccanica - scrivono ancora sulla pagina web - è un atto di denuncia nei confronti di chi, oggi finanzia, arma e permette il massacro di civili in Rojava. Leonardo e Augusta-Westland sono tra i principali produttori di elicotteri da guerra nel nostro paese. Questa eccellenza viene esportata verso paesi che usano questi prodotti contro i civili. È bene ribadire che gli elicotteri AW129, elicotteri d’attacco multiruolo leggeri prodotti su licenza Leonardo, gli stessi filmati nelle settimane mentre sparavano missili contro aree abitate prevalentemente da civili, rappresentano insieme ai Cobra di fabbricazione americana, il mezzo più usato dall’Esercito turco nelle operazioni ad Afrin".

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'Sdegno totale'

"È sanzionando dal basso, con azioni dimostrative e comunicative - conclude il comunicato sulla pagina Global project - che vogliamo esprimere il nostro totale sdegno verso coloro che sono fabbricatori di morte e distruzione. Lo avevamo promesso occupando il Consolato turco a Marghera, lo scorso 14 marzo, lo abbiamo ribadito durante i presidi in piazza, e lo diciamo ancora una volta".

Occupazione del consolato turco a Marghera

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