Porto: mancano Giri e Campitelli. Musolino riconvoca tutto martedì 30

Rappresentanti della Città Metropolitana e della Regione assenti, come previsto, al Comitato di gestione odierno. Il presidente presenta una nota tecnica in risposta al parere dei componenti

Porto di Venezia, archivio

Manca il quorum al Comitato di gestione oggi, venerdì 26 giugno, e al Porto è tutto da rifare. Oltre al presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino, ci sono il direttore marittimo della Capitaneria di Porto di Venezia Piero Pellizzari, Angelo Passaro, presidente del collegio dei revisori dei conti e componente del ministero dell'Economia e delle Finanze, e Francesco De Nardo, membro del collegio dei revisori dei conti e componente del ministero dei Trasporti. Assenti il componente della Città Metropolitana Fabrizio Giri e quello della Regione del Veneto Maria Rosaria Campitelli. Sono i rappresentanti che hanno bocciato il rendiconto di bilancio 2019 del porto giovedì 18 giugno, creando un altro caso al Porto di Venezia.

La riconvocazione

Musolino, dopo aver atteso 20 minuti dall’inizio della sessione, come prescritto dal regolamento che disciplina lo svolgimento delle attività del Comitato di gestione dell’Autorità portuale, ha proclamato la seduta non valida dandone atto nel verbale. Il Comitato è stato nuovamente convocato d’urgenza per martedì 30 giugno alle 10 con ordine del giorno: variazione ai residui attivi e passivi dell’esercizio finanziario 2019, approvazione del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2019.

Voto legittimo

A integrazione della documentazione già prodotta, l’Autorità di sistema portuale ha messo a disposizione dei membri del Comitato una nota tecnica in risposta al parere depositato dai membri della Città Metropolitana e della Regione del Veneto al termine della seduta del 18 giugno scorso, quando è avvenuta la bocciatura. «Il Comitato di gestione - ha detto Musolino - sta responsabilmente cercando di liberare il rendiconto 2019, evitando una paralisi inutile dell’Ente». Il porto ha fatto segnalazione di quanto accaduto alla Corte dei conti. «Un voto contrario a dir poco carente sotto il profilo delle motivazioni - ha affermato il presidente - fattispecie già segnalata al ministero dei Tresporti -. Il bilancio è in perfetta salute, con avanzi necessari per sostenere i lavoratori, gli operatori e le imprese dei porti di Venezia e di Chioggia. Convocando una nuova riunione del Comitato vogliamo dare a tutti la possibilità di esprimere un voto legittimo volto alla tutela del benessere collettivo». 

Venice-Ro Port Mos, ecco perché

Giri e Campitelli hanno puntato il dito contro la variazione di bilancio da 9 milioni per la continuità di Venice-Ro Port, approvata dal Porto il 20 gennaio. «Servì alla continuità della concessione alla società privata Venice-Ro Port Mos, che opera nel terminal di Fusina, le cui finanze risultavano in grave dissesto dal 2018», ha spiegato Musolino. Ma anche a evitare un'azione legale per un danno da mancato avvio dei lavori nella darsena sud a Fusina, con l’obbligo di restituire all’Unione Europea circa 7,9 milioni di euro afferenti al progetto Adriamos, di cui il terminalista aveva beneficiato. Si sarebbe persa anche l'entrata del canone demaniale, quantificato sull’intera durata della concessione in oltre 40 milioni. «Un operatore finanziariamente sano – disse Musolino – permette di mantenere un forte presidio nel comparto ro/ro-ro/pax, cresciuto a doppia cifra negli ultimi due anni, salvaguardando i posti di lavoro esistenti e permettendo la crescita dei traffici e il rilancio dell’occupazione - inoltre - la nostra proposta aveva i pareri favorevoli del dipartimento interministeriale di programmazione economica e dell’avvocatura distrettuale dello Stato - riafferma il presidente dell'Autorità Portuale.

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