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Comitato Mestre-Venezia passa ai fatti: esposto contro Zappalorto

Il presidente Marco Sitran all'attacco del commissario straordinario e del sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa

E’ passato ai fatti il Comitato Mestre-Venezia Due grandi città. Nella persona del suo presidente Marco Sitran, ha infatti depositato alla Procura del tribunale di Venezia un esposto nei confronti del commissario prefettizio del Comune di Venezia, Vittorio Zappalorto, e del sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa.

REFERENDUM: ZAPPALORTO E' CONTRARIO

L'ESPOSTO. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi e alla luce degli ultimi sviluppi sul referendum per la separazione di Mestre e Venezia, Sitran ha depositato l’esposto affinché la Procura "effettui gli opportuni accertamenti e venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza (in primis, il reato di abuso d’ufficio, previsto all’art. 323 del codice penale)" nei confronti di Zappalorto e Bressa. Soprattutto nei confronti del commissario straordinario, Sitran evidenzia come "sin dal primo giorno del suo insediamento in Comune, ha disorientato l’opinione pubblica e la politica locale, dichiarando che la Città metropolitana di Venezia andava attivata al più presto (pur in assenza di un sindaco eletto?!) e che il progetto di legge regionale per divisione del Comune di Venezia era inammissibile poiché in contrasto con la legge ordinaria che istituisce il nuovo ente locale (legge “Delrio”)".


I CITTADINI DEVONO DIRE LA LORO. "Il fronte del NO al referendum è rappresentato solo da un comitato politico-affaristico che intende omologare definitivamente Venezia alla terraferma, senza porre freno al degrado. I cittadini, invece, intendono dire la loro sul futuro assetto amministrativo di questo territorio. Ogni tentativo di bloccare questo fondamentale diritto sarà censurato innanzi all’autorità giudiziaria, come in questo caso – sottolinea senza mezze misure Sitran –. Due rappresentanti del Governo, il commissario straordinario del Comune di Venezia e il sottosegretario agli Affari Regionali, hanno con le loro dichiarazioni creato un danno ingiusto nei confronti dei promotori e sottoscrittori del progetto di legge sancito dalla Costituzione per la divisione dell’attuale Comune di Venezia, sostenendo che tale diritto non può essere esercitato per contrasto con una norma di legge ordinaria che istituisce le Città metropolitane. Una legge incostituzionale, calata dall'alto, senza sentire le popolazioni interessate, che mira a depotenziare  le autonomie locali. La Città metropolitana con i confini della Provincia tra l’altro non ha alcun senso. Un senso lo avrebbe soltanto tra i Comuni della gronda lagunare".

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