Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Marghera / via della Chimica

Dal Sasso conferma, incontro per assumere i 130 lavoratori Vinyls

La Medio Piave Spa, che ha recentemente acquistato i terreni degli ex impianti del Clorosoda e del Tdi, intende rispettare la clausola d'impiego

La luce in fondo al tunnel sembra sempre più chiara per gli operai della Vinyls costretti in cassa integrazione. Dopo i quattro anni di amministrazione straordinaria, l'annuncio dei sei mesi aggiuntivi e la sentenza di fallimento, dai sindacati e dalla nuova “vicina di casa” arriva una bella notizia: l'Oleificio Medio Piave, infatti, dopo aver acquistato i terreni vicino all'azienda in crisi di via della Chimica, sembra voler onorare la clausola di assunzione che riguarda proprio i 130 cassintegrati Vinyls.

LA LETTERA – Nei giorni scorsi la possibilità del nuovo impiego per gli ultimi lavoratori rimasti in forze alla ditta fallimentare di Porto Marghera aveva scatenato una serie di interrogazioni da parte delle varie parti coinvolte, tutte tese a capire se i titolari della Medio Piave avessero davvero intenzione di “salvare” i 130 dipendenti. Dopo il silenzio mantenuto martedì e mercoledì, arriva finalmente dalla famiglia Dal Sasso, titolare della Spa, una lettera indirizzata i sindacati Cgil, Cisl e Uil in cui si richiede un incontro per definire le nuove assunzioni. Come riporta la Nuova Venezia, si tratterà di impieghi proprio presso il nuovo oleificio che la società intende costruire nei terreni degli ex impianti del Clorosoda e del Tdi.

LE INCOGNITE – Ovviamente non tutto è già pronto: a mancare, come prima cosa, è proprio l'impianto in cui dovrebbero andare a lavorare gli ex Vinyls. L'oleificio che la Medio Piave intende costruire resta al momento solo su carta, e nell'attesa che i tratti di matita si trasformino in travi e mattoni ci sarà bisogno di strumenti opportuni per tutelare i lavoratori “fermi ai box”. Ecco quindi che si torna a parlare di cassa integrazione straordinaria, chiedendo nuovi incontri al ministero competente. Altra incognita da definire è l'accordo con l'autorità portuale sull'utilizzo delle banchine per scaricare le enormi quantità di granaglie che l'impianto andrà a lavorare. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma per ora i dipendenti di via della Chimica possono riprendere a sperare.

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