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Mose, la Regione chiede i danni: sarà parte civile nel processo

Lo ha annunciato venerdì il presidente del Veneto, Luca Zaia: "Siamo parte offesa: insinuandoci nella fase processuale chiudiamo un percorso"

La Regione del Veneto si costituirà parte civile al processo sulla vicenda Mose, "come completamento di un percorso". Lo ha annunciato venerdì il governatore Luca Zaia: "Avevamo garantito che lo avremmo fatto, dopo la costituzione come parte offesa: la Regione è stata toccata da vicino dalla vicenda e, insinuandoci nella fase processuale, come promesso ai veneti, chiudiamo un percorso". Non è automatico comunque che la Regione chiederà un risarcimento dei danni: "Vedremo cosa verrà fuori dal dibattimento e da eventuali condanne - ha specificato Zaia - capendo se ci sono danni diretti o indiretti".

"Questa costituzione - ha proseguito - non è una scelta, ma il completamento di un percorso: tutto quello che potevamo fare, giuridicamente, lo abbiamo fatto. E la nostra partecipazione al processo non sarà simbolica o d'ufficio, tant'è che sarà seguita da un penalista con il pedigree. Spero in ogni caso che tutto si chiuda velocemente".

Il presidente, che ha detto di essere a disposizione se verrà chiamato a testimoniare, ha concluso: "Mi auguro  che cose come queste non accadano più. C'è chi dice che, per evitarle, bastano leggi più aggressive. Io, invece, ritengo che sia fondamentale un cambio culturale, investendo su etica, morale e formazione, perché altrimenti se uno è ladro, tale rimane".

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