Safilo, taglio delle ore anche a Santa Maria di Sala. Sciopero generale venerdì

Assemblee martedì sera e anche domani, mercoledì 11 dicembre, in tutte le sedi. Soffre lo stabilimento veneziano. La solidarietà per i colleghi di Martignacco, Padova e Longarone: via in 700

Safilo Santa Maria di Sala

Una crisi partita da lontano, senza clamore, ma senza mai dare segni di stabilizzazione, quella in Safilo, azienda italiana di produzione e distribuzione di occhiali da vista e da sole, con stabilimenti in Italia e all'estero. Nel Veneziano il marchio si è affermato a Santa Maria di Sala, impianto che ha conosciuto alti e bassi ma si è sempre difeso bene. Al culmine della crisi, che sta investendo il gruppo in queste ore, con l'annuncio della chiusura completa di Martignacco (Udine), e 700 licenziamenti, soffre anche il complesso veneziano. Non sono stati annunciati esuberi, finora. Una cinquantina di lavoratori erano già stati accompagnati alla porta, attraverso scivoli e mobilità volontaria, tra agosto e settembre 2019. Ma di sicuro ci saranno decurtazioni di orario, probabilmente anche fino al 50%, fanno sapere fonti interne, con relativa cassa integrazione. Unitariamente intanto, attraverso assemblee che sono andate avanti fino a tarda sera, martedì, e riprenderanno domani, mercoledì 11 dicembre, le sigle sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato lo sciopero generale per tutta la giornata di venerdì 13 dicembre.

Il piano

Il disegno industriale di Angelo Trocchia, amministratore delegato Safilo, è un piano lacrime e sangue: 700 esuberi, chiusura dello stabilimento di Martignacco (che si porta via oltre 400 posti), riduzione dello stabilimento di Longarone e del personale degli uffici amministrativi di Padova. Sugli stabilimenti italiani 50% di ore in meno di lavoro. Contratto con Kering, gruppo francese, rinnovato fino al 2023, ma con volumi ridotti da 2,5 milioni di pezzi a 1,8 milioni. Rinnovato anche Marc Jacobs fino al 2027, ingresso di nuove griffe come Missoni e Beckham. Perse le licenze Dior, che rimane fino a dicembre 2020, e Fendi, che rimane fino al 21 giugno 2021.

La solidarietà

Solidarietà e sconforto per quanto accaduto a Martignacco. I colleghi delle altre sedi hanno espresso parole di affetto e vicinanza anche per Longarone e Padova. Ma la sede friulana aveva già pagato con centinaia di licenziamenti, qualche anno fa, e questo, pensano, è stato il colpo finale, che avrà ripercussioni pesanti su tutto il territorio. «Nel contesto del piano industriale - annunciavano i vertici Safilo ad agosto scorso - l'azienda si trova oggi nella necessità di continuare con interventi di semplificazione ed efficientamento della propria struttura organizzativa», arrivati puntuali. 

Le sigle

«Non è possibile - scrivono martedì sera Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil -  che siano sempre i lavoratori a pagare il conto di scelte e strategie inadeguate adottate dall’azienda. Abbiamo chiesto di nuovo di bloccare ogni procedura, per dare inizio a un confronto sulla situazione generale del gruppo». Dichiarato intanto da subito lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti, con il blocco immediato degli straordinari e di qualsiasi altra flessibilità oraria, e lo sciopero generale del 13. «Domani, 11 dicembre, sarà aperta una campagna di assemblee in tutti i posti di lavoro, dove saranno decise ulteriori iniziative che portino alla massima tutela di tutti i lavoratori occupati in Safilo».

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