I Comunali dovranno restituire i soldi delle "Idee vincenti", Ca' Farsetti: "Li riavranno"

La decisione per evitare la configurazione del danno erariale da parte della Corte dei conti. I lavoratori dovranno restituire 400mila euro circa: "Torneranno loro in tasca a progetti ultimati"

La Procura della Corte dei conti del Veneto è pronta ad archiviare l'indagine riguardante le "idee vincenti" introdotte dalla giunta Brugnaro in questi mesi, a patto però che i dipendenti di Ca' Farsetti che hanno percepito i soldi li restituiscano. Un problema non da poco per i lavoratori, che si vedranno costretti a ritornare alle casse comunali poco più di 400mila euro totali. 

"Partita di giro"

Secondo il Comune, quei soldi non li perderebbero, ma li rivedrebbero più avanti, in una sorta di partita di giro. La relazione al termine delle indagini della Corte dei conti, infatti, ha messo nero su bianco che così com'è la formula delle "idee vincenti", attraverso cui ogni lavoratore poteva presentare progetti per migliorare la macchina comunale, sarebbe illegittima: i soldi pubblici sarebbero stati distribuiti prima dell'effettiva erogazione del servizio, configurando un possibile danno erariale. Gli accertamenti erano scattati sulla base di un esposto presentato dalla Fp Cgil nell'aprile 2017.

"Soldi una volta conclusi i progetti"

Da Ca' Farsetti spiegano che quei 400mila euro comunque dovrebbero tornare in tasca ai lavoratori attraverso un nuovo provvedimento che preveda i premi una volta che le idee saranno realizzate e i risultati verificati, sempre all'insegna della meritocrazia. Il punto interrogativo, però, a questo punto riguarda proposte discutibili o già esistenti, come l'utilizzo di droni o la vendita di stivali per l'acqua alta con il logo del Comune ai turisti. In ogni caso la vicenda si è aperta e si chiuderà all'insegna della collaborazione istituzionale con la Corte dei conti, in modo da evitare che venga contestato il danno erariale. I 400mila euro che saranno recuperati, con ogni probabilità a rate dalla busta paga dei lavoratori, andranno a confluire nel fondo Risparmio di Ca' Farsetti, quindi non potranno confluire nel Fondo di produttività, che sarà rimpinguato da altre risorse. Furono 508 le "idee vincenti" presentate, con un importo medio erogato di 599,71 euro. La decisione della Corte dei conti, ufficializzata con una lettera recapitata al Comune, avrà il suo peso anche nelle trattative tra sindacati e amministrazione in corso in questi mesi per il rinnovo del contratto decentrato.

I sindacati: "Sia la giunta a pagare"

"Ancora una volta veniamo a sapere di questioni importanti che riguardano i lavoratori  dalla stampa - dichiarano in una nota congiunta Daniele Giordano, Cgil, Sergio Berti, Csa, Luca Lombardo, Diccap e Mario Ragno, Uil - Di ufficiale non sappiamo ancora nulla, né ci risulta che ai dipendenti sia stato chiesto alcunché. Come organizzazioni sindacali non possiamo che ribadire quello che avevamo sempre detto rispetto al fatto che la gestione poco trasparente delle risorse in totale assenza di criteri meritocratici stia esponendo l’ente a controlli della magistratura contabile e sta esponendo i lavoratori alla possibilità che vengano continuamente contestate le somme già percepite o da percepire. Chiederemo – proseguono - come dovrebbe già essere, che sia la giunta che ha autorizzato tale istituto, il nucleo di valutazione ed i dirigenti, a cominciare dal segretario generale che a fronte delle segnalazioni sulla illegittimità dell'istituto ne ha sempre sostenuto la correttezza, a pagarne il prezzo. Siamo preoccupati anche per i progetti speciali su cui recentemente il giudice si è espresso per condotta antisindacale. Abbiamo sempre denunciato la illegittimità delle scelte sui progetti sia sulla modalità ma anche sui contenuti dei progetti stessi. Abbiamo già chiesto - concludono - l'accesso alla documentazione e valuteremo tutte le azioni possibili di tutela dei lavoratori e dei servizi.".

Trabucco (Articolo 1): "Brugnaro non faccia 'el paron'"

La decisione della Corte dei Conti di dichiarare illegittime le cosiddette “idee vincenti” evidenzia ancora una volta la gestione fallimentare del rapporto tra sindaco e le donne e gli uomini che lavorano in Comune - dichiara il portavoce di Articolo Uno–MDP metropolitano di Venezia, Gianluca Trabucco - È evidente che Brugnaro non ha ancora chiara la differenza tra comandare e governare una grande città. In questi mesi abbiamo assistito alla cancellazione di istituti consolidati e allo stralcio del contratto decentrato, con il conseguente drastico ridimensionamento delle retribuzioni dei dipendenti comunali. Sono state quindi introdotte logiche pseudo-meritocratiche, ora bocciate dalla Corte dei conti perché prive di copertura legislativa. Le 'idee vincenti' sono diventate 'perdenti' e, purtroppo, le conseguenze di questa spregiudicatezza amministrativa ricadranno su chi non ha colpe: quei dipendenti che hanno presentato le loro proposte e che ora si vedranno costretti a restituire le somme ricevute come premio. Vedremo - conclude - se finalmente il sindaco Brugnaro capirà che le regole si rispettano e che vincere le elezioni non significa diventare 'el paron' del Comune".
 

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