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In Veneto le barricate, in Friuli tutti pronti a accogliere le grandi navi

Zaia, Brugnaro e la Moretti si schierano insieme contro la proposta del ministro Franceschini, che invece piace al governatore Serracchiani e a Cgil Friuli

"Fuori le grandi navi dal bacino di San Marco, ma vogliamo mantenere la crocieristica a Venezia. Faremo le barricate". È la energica reazione del presidente del Veneto, Luca Zaia, alla proposta suggerita dal ministro Franceschini di trasferire le navi a Trieste. E con lui, in un inedito asse Lega-Pd, si schiera anche la capogruppo Dem in Consiglio regionale, Alessandra Moretti. Perché in ballo, ricordano i sostenitori dell'hub di Venezia, ci sono 3mila posti di lavoro e 400 milioni di euro di fatturato. Lo ribadisce anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: "Quelle del ministro sono dichiarazioni gravissime contro Venezia e contro la volontà dei veneziani. Basta fare confusione!".

La Moretti, opponendosi all'ipotesi avanzata dal suo "collega" di partito, spiega che l'idea "non tiene conto dello sforzo comune che a livello locale ed anche nazionale si sta facendo per trovare una soluzione capace di salvare le attività portuali veneziane e di tutelare l'ambiente". Tanto che si è detta sorpresa delle dichiarazioni di Franceschini. Di tutt'altro avviso (com'era facile immaginare) è la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, anche lei in quota Pd: "Il ministro Franceschini - ha commentato - ha formulato un'ipotesi fondata e ragionevole, che tiene conto delle esigenze di tutela ambientale di Venezia e anche della vocazione crocieristica di Trieste".

BRUGNARO ATTACCA FRANCESCHINI: "DIFENDEREMO VENEZIA FINO IN FONDO"

La proposta riceve pure il plauso del cantautore Adriano Celentano, che si è sempre schierato contro le grandi navi in laguna: "Grande Dario! - ha scritto sul suo blog - Mentre lo dicevi sembravi migliore di quello che già sei, a differenza invece della Moretti: spero che lei cambi idea e ti venga incontro sulla tua saggia decisione di voler spazzare via per sempre i grandi mostri dal più bel quadro vivente del pianeta". "E non dar retta alle palle che dice l'ipocrita Zaia - conclude - riguardo alla perdita dei posti di lavoro. Lontana dai mostri, Venezia guadagnerà anche economicamente".

LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCHINI: "SPOSTIAMOLE A TRIESTE"

Dichiarazioni contro la presa di posizione di Franceschini arrivano anche dalle categorie turistiche e commerciali: "Spostare la crocieristica da Venezia va contro il mercato del turismo - attacca il presidente di Confcommercio Veneto e Venezia, Massimo Zanon - Rinunciare alla crocieristica a Venezia rischia significa rischiare che le coste adriatiche italiane perdano importanti flussi turistici a vantaggio degli altri porti adriatici in terra straniera". Il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, è convinto che il Governo debba superare questa fase di stallo: "Venezia gestisce uno degli home-port più apprezzati a livello internazionale - dichiara - Risultato di anni di faticoso lavoro e investimenti. Chi sostiene che tutto ciò vada trasferito altrove, se ne prenda la responsabilità. Invitiamo Franceschini a spiegare questa sua opinione davanti ai lavoratori a cui deve però anche indicare come garantirà i loro posti di lavoro".

Ovviamente quello dei posti di lavoro è un tema caro anche a Cgil Venezia: "Vogliamo sperare che il ministro abbia ascoltato qualche cattivo consigliere - dichiara il sindacato - Liquidare un difficile percorso con una infelice battuta può risultare molto pericoloso. La Cgil di Venezia nel suo ultimo congresso ha espresso una posizione tesa a tenere insieme salvaguardia dell'ambiente e occupazione. L'hub di Venezia è il primo nel Mediterraneo e impiega più di 5500 lavoratori diretti e dell'indotto. Mettere in discussione questa realtà sarebbe devastante per il tessuto economico della città".

Per il fronte del "sì" sono la sezione di Venezia di "Italia Nostra" e la Filt Cgil del Friuli Venezia Giulia. "È evidente a chiunque non abbia interessi specifici - sottolinea Italia Nostra - che le navi grandi non possono transitare in laguna (e non solo in bacino) pena la definitiva distruzione della laguna e di Venezia stessa, ammorbata dal cancro degli scarichi. Per non parlare della salute dei cittadini. Il turismo delle navi da crociera, poi, "contribuisce a soffocare la città, che già soffre di un evidente eccesso di turismo al punto che il tessuto sociale è già compromesso". Filt Cgil del Friuli Venezia Giulia aggiunge: "Portare le navi da crociera a Trieste utilizzando anche il Porto Vecchio sarebbe una buona notizia, speriamo che diventi realta. Si realizzerebbe in un contesto urbano splendido, senza controindicazioni, e creerebbe molti posti di lavoro nel settore portuale". Non è d'accordo Zaia: "La sensazione che se ne ricava è che per la Cgil i lavoratori non sono tutti uguali. Che differenza c’è tra un lavoratore veneto e uno del Friuli Venezia Giulia? Il mio invito è quello di trovarci schierati insieme sulla stessa linea per una difesa comune e solidale di Venezia e dei suoi lavoratori”.

Critico il deputato veneziano di Fare!, Emanuele Prataviera: "È l'ennesima conferma della strategia del 'divide et impera Veneto' adottata dallo Stato. Le istituzioni regionali sono colpevoli di non essersi fatte rispettare dal Governo centrale nemmeno in quest'occasione. Zaia, evitando di affrontare realmente la questione delle grandi navi, ha prestato il fianco alla collega Serracchiani, che per farsi campagna elettorale si è inserita furbescamente in una delle tante tematiche mai risolte dalla Regione Veneto".

LE COMPAGNIE CROCIERISTICHE - "Venezia guida la crocieristica nell'Adriatico e non è sostituibile: il calo di traffico di navi da crociera che la città ha subito negli ultimi due anni a causa dello stallo regolatorio si è tradotto in una sconfitta per tutto l'Adriatico, che ha perso oltre 560 mila crocieristi e 113,5 milioni di euro di spesa diretta, di cui oltre 40 milioni nella sola Venezia". Lo ha dichiarato Francesco Galietti, direttore nazionale di Clia Italia, l'associazione internazionale delle compagnie di crociera. "L'idea che la crocieristica debba semplicemente sparire da Venezia è sbagliata e pericolosa - ha rilevato Galietti -, tanto per l'economia del Paese, quanto per l'immagine che si da' dell'Italia nel mondo. Il comitato 'No Grandi Navi' da tempo manifesta, legittimamente, la sua ostilità al settore, ma i veneziani si sono già espressi molto chiaramente sulla questione, sia durante le recenti elezioni comunali che in tutti i recenti sondaggi. Ci rattrista, oggi - ha aggiunto -, scoprire che il ministro Franceschini sembri d'accordo con chi, invece, combatte battaglie campanilistiche, alimentando la competizione tra le comunità locali invece di puntare sulle sinergie possibili tra due città vicine ma molto diverse tra loro".

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