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Foto Nicola Zuliani

Foto Nicola Zuliani

Il ministro Orlando visita Marghera "Dodici progetti per il suo rilancio"

Il titolare dell'Ambiente era in laguna per il polo industriale, ma ha anche parlato di grandi navi: "Se manca la soluzione - ha detto - decideremo noi"

“Oggi possiamo guardare al compimento di un percorso'': così il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, ha commentato l'annuncio dell'avvio di dodici progetti per il recupero di Porto Marghera. ''La partita di Porto Marghera si concretizza oggi con dodici autorizzazioni'' ha ribadito il presidente del Veneto, Luca Zaia.

IDEE COMPATIBILI - I progetti, come ha spiegato Orlando, sono in fase di analisi da parte della conferenza dei servizi. Ha indicato, tra gli altri, quelli di Sapio produzioni, Eni raffineria, Fincantieri, Mediopiave Marghera (destinata alla produzione di biocombustibili) e autorità portuale di Venezia. ''In particolare - ha spiegato - i progetti di Mediopiave Marghera ed Eni indicano che si riparte con una manifattura di qualità, con l'idea di una chimica rinnovata, sostenibile e compatibile''. ''Il vero annuncio importantissimo che diamo - ha evidenziato Zaia - è quello della semplificazione''.

RAPIDI E ATTENTI - ''Semplificazione - ha spiegato il ministro - non significa riduzione dell'attenzione sul fronte ambientale, ma tempi più snelli. I progetti che verranno approvati non lo saranno sulla base di un vaglio meno rigido, ma sulla base dei pareri di Ispra e Arpav con gli stessi criteri di valutazione abituali, semplicemente con procedure più agevolate. Con la firma di aprile, erano stati approvati trenta progetti di importanza e interesse industriale, compresi i dodici odierni, ma ci voleva anche chi li seguisse e, in questi mesi abbiamo avuto problemi di vacatio, oltre al fatto che si tratta di una delle aree industriali più inquinate d'Europa e quindi anche i migliori protocolli non potevano risolvere tutto, anche se, senza questo impulso, non potevamo fare questo lavoro''. Tra i trenta progetti, sono stati scelti ''quelli più maturi, con il maggior lavori di approfondimento''. Un ''blocco importante'' che Orlando ha auspicato di definire ''entro fine anno, in modo da fare sì che la vicenda Marghera sia definita, almeno per le bonifiche''. ''Mi assumo l'impegno - ha concluso - di tornare qui per fare il punto con il presidente Zaia entro fine anno''.

UN NUOVO CORSO - "Non vendiamo illusioni, ma cerchiamo di fare in modo che i veneti continuino a lavorare. Dopo anni di chiacchiere, oggi si inaugura un nuovo corso, basato sull'idea che la manifattura sia ancora strategica per il Veneto. Ma, in un contingente di aree, più o meno sensibili, di circa 5.800 ettari, il tema era quello del bisogno di bonifiche'': così Zaia ha ringraziato il ministro Orlando per ''l'ulteriore dimostrazione di disponibilità nei confronti del Veneto''. ''Noi diciamo alle aziende venete - ha proseguito Zaia - che sta cambiando il mondo, con procedure agevolate e una conferenza di servizi più veloce. L'importante è che i protocolli che il ministero sta assumendo oggi, con noi al suo fianco, diventano realtà. E la semplificazione, per Porto Marghera, significa operatività. Alle quindici aziende che ho in pancia, voglio dire che intendo autorizzarle in trenta giorni, perché, avviata la procedura, bisogna essere veloci. Su Porto Marghera ricordo infatti che abbiamo la possibilità di un paio di miliardi di investimenti di privati. Abbiamo preso in mano una vicenda intricatissima e il lavoro di squadra sta dando risultati, visto che già si parla di autorizzazioni''.

DA CONFINDUSTRIA - “Per rendere appetibili gli investimenti è necessario dare risposte concrete in termini di semplificazione e di velocizzazione degli iter burocratici e autorizzativi". Questo il commento del presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas sul tema Marghera."Gli investimenti per la riconversione ed il mantenimento della produzione sono la condizione necessaria alle bonifiche; questi investimenti richiedono soprattutto certezza di tempi e di costi. Per questo, in accordo con il Ministro Orlando e con quanto evidenziato a più riprese anche dal presidente Luca Zaia, siamo pronti a lavorare insieme alle istituzioni e a dare il pieno supporto di Confindustria Venezia all’attuazione dei protocolli per le operazioni di bonifica di Porto Marghera, che rappresentano uno strumento di vera razionalizzazione dell'iter amministrativo”. La riqualificazione di Porto Marghera rappresenta per Confindustria Venezia uno step fondamentale per il rilancio del sistema produttivo veneziano e soprattutto dell’occupazione, vera emergenza di oggi. Come evidenziato anche dall’indagine conoscitiva sulle attività economiche promossa da Comune di Venezia, Autorità Portuale e Ente della Zona Industriale, Porto Marghera è ancora un’area industriale attiva in molteplici settori produttivi: manifatturiero, servizi, logistica e design. Per questo è necessario continuare a impegnarsi al fine di sostenere la sua vocazione industriale.

PARAGONE PESANTE - I casi di Porto Marghera e Taranto, sul piano del recupero e riconversione delle aree, sono diversi: lo ha ricordato il ministro dell'Ambiente. ''La differenza - ha precisato il ministro - è che qui stiamo ragionando di bonifiche su terreni nei quali reinsediare nuove attività produttive, mentre a Taranto le bonifiche vanno fatte mentre continua la produzione. Lì si tratta di impedire il blocco della produzione dell'acciaio e, nel contempo, di rientrare nei parametri relativi alle emissioni, nell'aria e in acqua: tema questo più consistente, anche in considerazione dell'intervento della magistratura, anche rispetto a quello delle bonifiche stesse. Quella, insomma, era una priorità che si imponeva autonomamente, mentre qui siamo di fronte a una scelta nell'interesse nazionale''. Orlando ha quindi ringraziato la Regione Veneto ''per l'ottimo rapporto e per i passi avanti compiuti, che ci hanno consentito di mantenere gli impegni assunti''. ''Avevo detto - ha ricordato - che volevo, nel mare magnum delle bonifiche e nell'impossibilità di fare tutto contemporaneamente, individuare le priorità, le realtà più mature, cercando di dare un senso industriale al ragionamento. In tale prospettiva, Marghera era la priorità e oggi diamo una risposta, con un modulo che può essere utilizzato anche per altre realtà''. Sul tema è intervenuto Zaia sottolineando che ''pur senza nessuna volontà di fare un paragone, noi non siamo Taranto e stiamo gestendo benissimo la partita, in maniera civile, lineare, in linea con le richieste degli imprenditori''.

LA PATATA BOLLENTE - "Nella riunione di ottobre, dovremo affrontare la decisione sia sul tema di quello che succederà in futuro, sia su quanto avverrà da aprile in poi, con la riapertura dopo i lavori per il Mose''. Così il ministro Orlando ha poi affrontato il tema delle grandi navi in Laguna. ''Bisogna prendere una decisione - ha precisato - per il traguardo più a lungo termine, cioè come togliere a regime, con sistemazioni strutturali, le navi dal transito nel canale della Giudecca. Ma non possiamo limitarci a pensare che il problema sia solo cosa succederà tra cinque anni: come ho molto insistito, - ha osservato - bisogna capire anche come intervenire nel transitorio. E anche il sindaco Orsoni condivide la mia preoccupazione''. La tabella di marcia, dunque, procede con la riunione entro ottobre a Roma, per definire un progetto di prospettiva. ''Il ragionamento è condiviso - ha precisato - e si tratta di entrare nei particolari. Noi, come Ministero, in collaborazione con il ministro delle Infrastrutture, abbiamo una soluzione transitoria, su cui stiamo lavorando, e proporremo una ipotesi di mediazione tra le diverse ipotesi: vedremo se convincerà tutti. In ogni caso, come dice il ministro Lupi, sarà poi molto importante, per la soluzione definitiva, che il territorio riesca ad approdare a una soluzione che metta tutti insieme: se così non sarà, ci assumeremo noi la responsabilità di decidere''.

SALVARE IL SETTORE - Sì all'estromissione delle grandi navi dal bacino di san Marco e disponibilità a ragionare sulla stazza delle navi ammesse, ma per il governatore del Veneto Luca Zaia deve essere chiaro ''anche che difendiamo fino in fondo il terminal attuale, anche perché dotato di alimentazione da terra, e che una situazione transitoria deve essere adottata solo mettendo le compagnie in condizione di riorganizzare i loro viaggi''. ''Quel che non sottoscrivo - ha aggiunto - è estromettere i crocieristi dalla laguna, mandarli a Monfalcone o a Trieste: li vogliamo qui, anche perché non sono d'accordo che questo sia un turismo mordi e fuggi e che non lasci niente sul territorio. Al contrario, vedo la crocieristica come un turismo molto democratico, che ormai coinvolge tutti gli strati sociali''.

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