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Martedì, 25 Gennaio 2022
Economia

Pmi a Nordest cambiano pelle e fanno rete: confronto aperto sul nuovo modello con Giuseppe De Rita, Giovanni Costa e Nicola Riello

Costruire strategie per aggredire nuovi mercati e uscire dalla dimensione asfittica della domanda interna, identificare partner nel contesto domestico e su scala globale, realizzare aggregazioni o acquisizioni con la garanzia di un profilo tecnico e legale autorevole, ricercare finanza straordinaria per attuare percorsi di crescita. Sono queste le priorità per le Pmi del Nordest, chiamate a divincolarsi dalle pesantezze della crisi per rilanciarsi sul piano internazionale e con nuovi progetti in rete.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

(Padova - 28.11.2012) - Costruire strategie per aggredire nuovi mercati e uscire dalla dimensione asfittica della domanda interna, identificare partner nel contesto domestico e su scala globale, realizzare aggregazioni o acquisizioni con la garanzia di un profilo tecnico e legale autorevole, ricercare finanza straordinaria per attuare percorsi di crescita. Sono queste le priorità per le Pmi del Nordest, chiamate a divincolarsi dalle pesantezze della crisi per rilanciarsi sul piano internazionale e con nuovi progetti in rete.

Su questi target è focalizzata GESTA, innovativa rete d'impresa che nasce per affiancare le aziende del Nordest nei processi di aggregazione e nelle strategie di internazionalizzazione. Fondata da società e studi professionali specializzati nella consulenza strategica per lo sviluppo aziendale quali Alquimia, Finlife, Sinedi e MDA avvocati d'impresa, GESTA opera in ambiti di analisi strategica, consulenza legale e direzionale, corporate finance, internazionalizzazione, riconversione di aree industriali, Mergers & Acquisition, reti d'impresa.

Dunque un soggetto nuovo in un territorio che oggi sta cambiando faccia. E per confrontarsi con gli imprenditori del Nordest e le istituzioni sulle strategie di rete, le opportunità legislative e gli strumenti da adottare per diventare protagonisti dell'international business, Gesta ha invitato tre osservatori di primo livello: il presidente del Censis Giuseppe De Rita, il presidente di Cassa di Risparmio del Veneto Giovanni Costa e Nicola Riello presidente di Riello Investimenti. Giovedì 6 dicembre (dalle ore 10) a Roncade (TV) negli spazi del venture incubator H-Farm i tre ospiti d'eccezione partecipano alla tavola rotonda "OLTRE L'IMPRESA FAMILIARE - un progetto a Nordest per non riNunciare ai gioielli di famiglia". I lavori saranno introdotti dal presidente di H-Farm Riccardo Donadon e da Marco Costamagna, partner Gesta.

"Oggi l'imprenditorialità ha bisogno di un progetto per una diversa competitività - sottolineano all'unisono i partner di Gesta -. In alternativa, sarà condannata all'inadeguatezza. E il sistema professionale che affianca le imprese nella loro evoluzione deve dimostrare di essere all'altezza delle sfide imposte dal nuovo contesto economico. Il nostro nuovo polo aggrega professionisti e risorse di primo piano nell'affrontare reti lunghe e progetti transnazionali".

L'interlocutore privilegiato si identifica nella galassia delle piccole e medie imprese che occupa oggi oltre l'80% della forza lavoro italiana e rappresenta il 75% del Pil. A Nordest quelle PMI sono spesso leader di nicchia, multinazionali tascabili in grado di confrontarsi con i colossi globali sul piano delle tecnologie, ma altrettanto spesso non riescono a staccarsi dal menage domestico e a sviluppare interamente le loro grandi potenzialità. Ora stanno invece capendo che se abbandonano una dimensione puramente familiare possono evolvere verso forme di sistema in grado di adeguarle al confronto con il mondo che cambia, senza però perdere la focalizzazione sui propri valori né il legame con il contesto territoriale.

RETI D'IMPRESA PER COMPETERE. Sono 412 i contratti di rete registrati nell'ultimo anno in Italia, con oltre 2.100 imprese coinvolte, con aumenti di fatturato, investimenti e occupazione per il 70% delle aziende che hanno scelto di aderire a un contratto di rete e un accrescimento di know-how e relazioni commerciali per un'impresa su quattro. Sempre più PMI italiane hanno scelto di cambiare pelle e hanno finalmente imboccato quella svolta che oggi può rivelarsi decisiva, aderendo al Contratto di Rete promosso dal Governo. Hanno capito che fare network è la chiave di volta per (ri)lanciarsi nel mercato nazionale e internazionale, senza però dover rinunciare alla propria appartenenza al territorio. E il Veneto, la locomotiva d'Italia, è al quarto posto assoluto tra le regioni con più contratti di rete attivati.

Protagoniste di questa rivoluzione silenziosa sono piccole imprese (il 98% delle quali ha meno di 20 addetti) che si sono date l'obiettivo di accrescere stabilità e flessibilità, senza però rinunciare alla propria autonomia e indipendenza, considerati valori fondanti del sistema produttivo italiano. I benefici dichiarati sono numerosi: per il 63,8% delle PMI ha portato un aumento della capacità competitiva di penetrazione sul mercato italiano, per il 59,9% ha favorito l'innovazione di prodotto e di servizio, per il 52,3% la promozione di un marchio comune, mentre l'aumento della forza di conquista dei mercati europei risulta appannaggio del 50,7% delle imprese. il 60% delle aziende contrattualizzate denuncia però una scarsa attenzione del sistema bancario per le reti e la loro valorizzazione. Un dato su cui riflettere

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