menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Gli altri nodi da sciogliere per Venezia: soldi, futuro del Mose, zona franca, bonifiche

Sbloccati i 70 milioni della Legge speciale. Il sindaco Brugnaro ha puntato il dito sulla concorrenza "sleale" di Trieste: "Tavolo ad hoc per le competenze alla Città metropolitana"

Non solo grandi navi. Anzi, il risultato principale per l'amministrazione Brugnaro è stato un altro al termine del Comitatone di martedì pomeriggio a Roma. Oltre al voto per decidere l'itinerario alternativo che seguiranno le navi da crociera lontano dal Bacino di San Marco, il sindaco, accompagnato dall'assessoreal Bilancio, Michele Zuin e dal capo di gabinetto, Morris Ceron, e dal vice capo di gabinetto, Derek Donadini, ha messo "a verbale" diverse questioni rilevanti per il futuro di Venezia. In modo da protocollare tutti i nodi che prima o poi si dovranno sciogliere in laguna. In primis ci sono i fondi della Legge speciale, che non sono più quelli di una volta. Ma la città (e la sua "specialità) è rimasta immutata, con un crescente bisogno di manutenzioni. Per questo è stato chiesta una stabilizzazione delle risorse stanziate su base più che decennale, se possibile, in modo da poter progettare gli interventi oltre che tamponare le emergenze. Per farlo è necessario però che il Comitatone torni a riunirsi con cadenza più serrata, altrimenti il rischio è che tutto finisca in secondo piano.

Grandi navi a Porto Marghera DETTAGLI

Fondi sbloccati 

E' stato approvato lo stanziamento per i Comuni della gronda lagunare dei 70 milioni di euro inseriti nelle recenti leggi di bilancio. Si parla di 20 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017, che per Venezia vuol dire poco più di 16 milioni di euro. Di questi il 5% dovrà finire nelle casse di Cavallino-Treporti. Chioggia potrà invece contare su quasi 3 milioni di euro. Dal 2018 al 2022, invece, per ogni anno saranno messi sul piatto 10 milioni di euro che saranno suddivisi per l'80% a Venezia, il 15 a Chioggia e il 5% a Cavallino. Bruscolini rispetto ai 150 milioni di euro di qualche lustro fa derivanti dalla Legge speciale. 

La gestione del Mose

Il governo, tramite il ministro Delrio, "si è impegnato a convocare a breve un tavolo di lavoro per il Mose - ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta - affinché si possano individuare le risorse necessarie alla conclusione dei lavori e alla successiva gestione. Una partita in cui il Comune intende recitare un ruolo da protagonista: "Dobbiamo entrare nella cabina di regia per la sua gestione - ha commentato il sindaco Brugnaro - questa cabina va costituita subito, senza aspettare". 

La partita dell'autonomia

Il futuro del Mose si lega anche alle future competenze che la Città metropolitana avrà sulle acque lagunari. Una legge approvata dal Parlamento mette nero su bianco che le competenze dell'ex Magistrato alle acque dovranno passare al nuovo ente territoriale, ma ancora nulla è stato deciso di concreto. "Abbiamo chiesto un tavolo specifico per la città metropolitana di Venezia - ha affermato sul punto Brugnaro - che è già una città speciale". Il capoluogo lagunare si vuole inserire nella partita sull'autonomia chiedendo chiarezza su competenze e deleghe, che potrebbero essere affidate direttamente dal governo o "passando" per la Regione: "Ma con paletti chiari e ben definiti", ha dichiarato il sindaco. 

Terna e il Vallone Moranzani

Da mercoledì, invece, il primo cittadino ha annunciato che scatterà la diffida nei confronti di Terna per portare avanti i due progetti di interramento delle linee. Il "Fusina 2", che prevede l'interramento della linea che interssa anch Sacca Fisola e che potrebbe disturbare la rotta delle grandi navi commerciali in ingresso al porto, e il "Vallone Moranzani", che l'amministrazione chiede che venga stralciato dal progetto "Dolo - Camin" per procedere con l'interramento della linea, il collocamento dei fanghi provenienti dalle bonifiche di Porto Marghera e la costituzione del parco. Un progetto di cui a suo tempo si fece promotore l'attuale presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin. "I fondi sono stati stanziati, si proceda con i lavori", ha sottolineato Brugnaro.

Bonifiche a Porto Marghera e zona franca 

Altro nodo cruciale per il futuro economico del capoluogo lagunare è il rilancio di Porto Marghera, che può arrivare solo mettendo nelle condizioni migliori gli investitori. Per questo motivo il sindaco Brugnaro e il presidente della Regione, Luca Zaia, hanno chiesto l'allargamento della zona franca. Nel mirino è finito il porto di Trieste, che ha potuto beneficiare proprio di una misura del genere grazie a un decreto frutto di un accordo di guerra del 1948. Insomma, nel capoluogo giuliano si pagano meno tasse che in laguna. "Concorrenza sleale - l'hanno bollata Brugnaro e Zaia - chiediamo pari dignità e di competere alla pari". Parole in parte accolte dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta: "Continua il mio impegno - ha dichiarato - per l'estensione a due nuove aree dell'attuale zona franca, che a Marghera già esiste e che è un punto centrale per il rilancio economico e industriale del porto".
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Blue Monday: oggi è il giorno più triste dell'anno, ecco perché

Attualità

Chiude la sezione Covid 4 all'ospedale di Jesolo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento