menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Grandi Navi, il pressing di Costa "Basta chiacchiere, ora si decida"

Il presidente del Porto boccia Marghera: "Si accantona il problema". Zaia: "Salviamo la crocieristica". Venturini: "C'è minoranza rumorosa"

Continua a tenere banco la querelle riguardante i passaggi delle Grandi Navi davanti a San Marco. La temperatura del dibattito è molto calda, sia dopo le manifestazioni di protesta di sabato scorso (con una cinquantina di attivisti che si sono tuffati in acqua davanti alle Zattere per fermare i "giganti"), sia dopo che il presidente del Consiglio Enrico Letta ha indetto una riunione a Roma per il 1 ottobre. Dove con ogni probabilità si deciderà qualche soluzione scegliere per estromettere dal canale della Giudecca le imbarcazioni di stazza superiore a 40mila tonnellate. Le posizioni rimangono diverse. Articolate.

ORSONI: "NO AL CANALE, MEGLIO MARGHERA"

PROTESTE IN ACQUA, DUEMILA EURO DI MULTA A TESTA

Con il sindaco Giorgio Orsoni che vuole portare i "condomini galleggianti" a Marghera e il presidente di Vtp Sandro Trevisanato che boccia l'alternativa perché "troppo costosa". A decidere sarà il governo, d'intesa con la Capitaneria di porto. La necessità di passare dalle parole ai fatti è stata sottolineata anche dal presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa: "E' scaduto il tempo delle idee fantasiose e dei gesti plateali - dichiara - come i tuffi in canale della Giudecca o gli atti vandalici compiuti contro il ricevimento crocieristi all'aeroporto Marco Polo. Bisogna passare all'esercizio del "diritto-dovere" di formulare i pareri previsti dalla legge e del "dovere" di prendere le decisioni delle quali si portano le responsabilità".

MANIFESTANTI IN ACQUA PER FERMARE I GIGANTI

VTP "AFFONDA" MARGHERA: "COSTEREBBE TROPPO"

Nel mirino finisce (come da tempo accade) la soluzione temporanea di portare le grandi navi a Marghera: "Ogni altro temporeggiamento, chiacchiera, difesa di interessi di parte, soluzione temporanea e non risolutiva (o peggio) - dichiara Costa - che non preveda una misura definitiva di lungo termine, avrà la sola conseguenza di accantonare di nuovo il problema e di non fare raggiungere l'obiettivo primario: togliere le navi da San Marco". Risaputo che l'Autorità portuale, dal canto suo, porterà al tavolo del premier Letta l'opzione dello scavo del canale Contorta-Sant'Angelo.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Regione Luca Zaia, che prende una posizione di compromesso: "Io dico che fuori dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca devono restare non solo le navi oltre 40mila tonnellate - sottolinea - ma ci aggiungerei tutte quelle che impattano sull'ambiente e sulla città. Ciò, però, non toglie che non condivido assolutamente la posizione di chi vuole estromettere completamente la crocieristica da Venezia: al contrario, va mantenuta, per l'impatto economico e occupazionale che comporta".

Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo Udc in Consiglio comunale Simone Venturini, che ha inviato una lettera ai ministri Maurizio Lupi e Andrea Orlando chiedendo loro di "non lasciare che le sirene di una rumorosa minoranza sovrastino la voce della maggioranza laboriosa e silenziosa": "Venezia non ha mai chiesto l’arresto dell’attività crocieristica o la perdita del ruolo di Home Port e, soprattutto, non intende rinunciare ai livelli occupazionali e alle ricadute economiche sul territorio garantiti dal Porto - scrive Venturini - La città pretende, invece, l’applicazione del decreto Clini-Passera. Chi oggi invoca lo stop definitivo all’ingresso in laguna delle navi da crociera, chi vuole cancellare migliaia di posti di lavoro, non parla a nome della città ma a titolo personale".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Sciopero generale, Sgb incrocia le braccia per 24 ore nei trasporti

Attualità

Rischia di saltare la prima della scuola media Calvi

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento