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"Mose? Brutto sia stato insabbiato tutto, la sua gestione alla città"

Il sindaco Brugnaro, come il suo predecessore Orsoni, chiede che manutenzione e uso siano responsabilità di primo cittadino e Consiglio

Gli incidenti di percorso nella costruzione del Mose, e soprattutto la battaglia che già si profila all'orizzonte per la sua gestione, hanno uno spettatore interessato, pronto a farsi parte attiva non appena possibile: il sindaco Luigi Brugnaro ha sempre appoggiato la costruzione del sistema di paratoie mobili e continua a farlo tuttora. Nonostante gli scandali che hanno travolto la laguna e l'ultimo incidente, con lo scoppio di un cassone alla bocca di porto di Chioggia. Un danno da dodici milioni di euro: "Lo sono venuto a sapere da La Nuova Venezia - spiega - Abbiamo chiesto di essere informati, a maggior ragione perché pensiamo che sia la città che dovrà gestire la grande opera. Dovrà decidere come e quando utilizzarlo. La responsabilità sia di chi ci abita".

BRUGNARO BATTE CASSA A ROMA: "CI DEVE 1,25 MILIARDI DI EURO"

Già l'ex sindaco Giorgio Orsoni, prima dello scandalo che portò alle sue dimissioni, chiedeva a gran voce che la manuntenzione e il controllo del Mose fossero assegnati a sindaco e Consiglio comunale. Non a Roma. Ora la partita, in vista della conclusione dei lavori nel 2018, si fa sempre più d'attualità: "Dobbiamo ringraziare i tecnici e gli ingegneri che stanno lavorando su una grande opera di livello mondiale, la prima di questo genere - aggiunge il primo cittadino - In questo senso ci stanno anche gli incidenti. Certo, non è belllo che sia stato tenuto tutto nascosto. Serve un'operazione verità, in questo senso anche un giornalismo intelligente e onesto può aiutare. Dobbiamo credere nel talento, noi difenderemo questa opera perché crediamo che possa rappresentare un valore aggiunto, dopo tanti disagi per i cantieri alle bocche di porto".

Dopodiché il capoluogo lagunare però ha bisogno di ingenti risorse per garantire la manutenzione della città. Per le bricole e per le rive. Secondo Ca' Farsetti sono 140 milioni di euro all'anno che mancano all'appello. E  il Mose non potrà nulla su questo: "Serve spiegare al mondo che non servirà a risolvere i problemi della città - sottolinea Brugnaro - Venezia continuerà a vivere sull'acqua salsa, con fognature che a tratti mancano. Non sono problemi risolvibili con una finanza normale. Per questo c'è la Legge Speciale (il sindaco ha chiesto allo Stato 1,25 miliardi di euro di arretrati, ndr) e pretendiamo i soldi che ci spettano. Renzi è bravo, ma ha bisogno di tutti. Delle città e dei territori. Ci lascino - conclude il primo cittadino - gestire il Mose". 

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