Bufera Mose: "Tangenti a politici e finanziamenti illeciti a Orsoni"

Relazione shock della Finanza sull'indagine attorno al Cvn. Sono 400 le pagine coperte da omissis. Il sindaco: "Tutto corretto e rendicontato"

Una paratoia del Mose

Una relazione di 740 pagine, 400 delle quali coperte da omissis, è stata redatta dalla guardia di finanza di Venezia in relazione all'inchiesta che riguarda il Consorzio Venezia Nuova, che ha portato nei giorni scorsi all'arresto dell'ex presidente Giovanni Mazzacurati. Secondo le fiamme gialle, come riporta il Gazzettino, l'emissione e l'utilizzo di false fatture sarebbe servito per la creazione di fondi da utilizzare per "corrispondere tangenti ai pubblici ufficiali referenti del Consorzio, nonchè per elargire finanziamenti illeciti a esponenti politici locali".

TURBATIVA D'ASTA, BUFERA SUL CONSORZIO

L'INCHIESTA: SI CERCA IL FILO ROSSO TRA LE INDAGINI

In un altro passo della corposa relazione, preparata prima che scattassero i provvedimenti, si sottolinea che "l'attività di indagine in corso ha permesso di accertare come dirigenti apicali e dipendenti del Consorzio Venezia Nuova, abusando della propria posizione, abbiano costretto o indotto diversi referenti delle società ad esso consorziate a corrispondere o promettere indebitamente denaro o altre utilità. In diversi casi è stato accertato come la promessa o corresponsione fosse direttamente correlata all'assegnazione di lavori relativi alla realizzazione dell'opera Mose e, in generale, alle opere di salvaguardia di Venezia e della Laguna veneta".  

PERQUISITO IL TESORIERE DELLA FONDAZIONE DI LETTA

VENEZIA NUOVA: "ESTRANEI AI FATTI, IL MOSE VA TERMINATO"

Il filone che riguarda la politica è quasi integralmente coperto da omissis. In un passaggio, riferito a Mazzacurati, lo si definisce "promotore dell'illecito finanziamento al politico Giorgio Orsoni, a lui legato da amicizia di vecchia data". L'attuale sindaco di Venezia ha già replicato sostenendo la correttezza dei contributi elettorali ricevuti e tutti dichiarati e pubblicati, come previsto dalla legge. Gli aspetti economici della campagna elettorale, secondo Orsoni, sono stati gestiti da un mandatario, il quale ha rendicontato alla fine i contributi. "Non sono io a dovermi preoccupare, ma altri: quelli che vogliono mantenere nascoste le cose - ha dichiarato - Perché mi sembra che, in questa vicenda, ci sia qualcuno che vuole seminare del fumo. La campagna è costata 287 mila euro - spiega - come è stato reso pubblico e già ho avuto modo di dichiarare. Tale somma è stata regolarmente contabilizzata dal mio mandatario. Egli ha rendicontato quanto donato attraverso un conto corrente appositamente acceso sul quale sono transitate tutte le donazioni ed i pagamenti fatti a sostegno della campagna elettorale per dar prova della trasparenza delle operazioni. Non ho ricevuto altre somme diverse da quelle transitate in conto. Sicchè, non esistono finanziamenti illeciti, né illecite utilizzazioni delle somme donate".

INCHIESTA MOSE: MAZZACURATI FA SCENA MUTA

ZAIA - "Invito il Consorzio Venezia Nuova a fare una lista di chi non ha ricevuto soldi, della quale io sarei il primo a farne parte". E' la provocatoria proposta lanciata dal presidente del Veneto, Luca Zaia, intervenuto sulla vicenda. "Sia chiaro - ha sottolineato il governatore - che non insinuo nessuna illegalità, perché presumo che, essendoci alle spalle delle delibere del Consiglio d'amministrazione, tutti coloro che hanno avuto soldi dal Consorzio lo abbiano fatto legalmente. Ma invito comunque il presidente Fabris a guardare tutte le scartoffie e a passare in rassegna gli archivi per realizzare una lista di chi ha avuto soldi, pubblicandola per togliere quantomeno la curiosità. E, in tal caso, non sarebbe male fare anche una lista di chi non ha ricevuto un euro. Ripeto: ne farei parte per primo io ed è proprio per questo che mi piacerebbe venisse fatta, visto che voglio poter girare a testa alta per strada, non avendo ricevuto nessun finanziamento illecito e, anzi, essendomi finanziato da solo anche la campagna elettorale".

Il presidente non si è quindi addentrato nemmeno sulle accuse che hanno colpito il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. "Non conosco a fondo la questione - ha liquidato - e quindi non posso dare consigli a nessuno. Certo, ripeto, piuttosto che vedere uscire un nome al giorno, è meglio fare chiarezza subito con una lista grazie alla quale il Consorzio può chiudere la partita". (Ansa)

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