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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

Caso Mantovani, Zaia: "Se fosse tutto vero servirebbe il lanciafiamme"

Il presidente della Regione ha annunciato la costituzione di una commissione per passare al setaccio i documenti delle partecipate: "Nessuno si chiamerà fuori in caso di problemi"

"Se l'impianto accusatorio dovesse essere confermato, non basterebbe l'indignazione, ma l'unica soluzione sarebbe il lanciafiamme": non usa mezzi termini il governatore del Veneto Luca Zaia, su un piano di valutazione generale, di fronte all'inchiesta su una presunta frode fiscale milionaria che ha portato all'arresto di quattro persone, tra le quali l'amministratore delegato della 'Mantovani' Piergiorgio Baita e un broker sanmarinese di una società di consulenze con la quale risultano fatturazioni riconducibili anche a due società partecipate dalla Regione.

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Le indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla procura di Venezia, però, dice e ripete più volte Zaia, sono solo nella fase istruttoria e quindi bisogna fare attenzione perché la questione è complessa e ci sono di mezzo delle persone, quello che è certo invece, rileva Zaia, annunciando una delibera votata all'unanimità dalla giunta è che l'ente regionale vuole, come più volte ricordato, "la massima trasparenza" sull'operato di ogni realtà interna e delle società ad essa legata. Una volontà che si è tradotta, vista l'inchiesta veneziana, nella costituzione di un 'nucleo ispettivo interno' temporaneo, presieduto dal segretario generale della programmazione, coordinato dal segretario della giunta e composto da dirigenti regionali, "al fine di verificare, in particolare, la regolarità amministrativa dell'operato delle società partecipate della Regione".

In sede di presentazione Zaia spiega che il campo d'azione riguarda non solo Veneto Strade e Veneto Acque, ma tutte le società e tutti gli uffici della Regione Veneto. "Io penso - dice Zaia - che l'atteggiamento che deve nascere nell'amministratore delegato di un ente come questo deve essere quello del buon padre di famiglia. Per questo, pur nella piena fiducia nella magistratura, ho deciso di costituire questo nucleo ispettivo, per verificare le motivazioni, le modalità delle gare e delle attività svolte, chiedendo cosa, perché e con che modalità è stato fatto. E, visto che basterà acquisire le fatture e i documenti per capire nel dettaglio come si sono svolti i fatti, dò al nucleo una decina di giorni, non di più, per mettere insieme le carte e presentare la relazione".

"Solo quando avremo tale relazione - spiega Zaia - capendo così anche il periodo a cui afferiscono i dati sotto indagine, prenderemo le decisioni relative. Qualora ci fossero dei problemi, in ogni caso, nessuno si potrà chiamare fuori. Noi ci costituiremo d'ufficio, assumendo tutti i provvedimenti, le denunce e le azioni in caso di responsabilità oggettive".

Il presidente Zaia mercoledì sarà in Consiglio regionale, in occasione della presentazione del bilancio, per relazionare anche sulla vicenda. "Se il Consiglio vorrà istituire una sua commissione d'inchiesta - rileva, rispondendo a una domanda sulle istanze arrivate da Palazzo Ferro-Fini - sarò il primo a firmarla, anche se a me quel che preme è soprattutto fare le cose velocemente". Zaia ha poi firmato una lettera con cui invita società controllate e partecipate ad assumere l'obbligo di pubblicizzare tutti gli atti (curricula, fatture e bandi di gara) e di aver avviato un monitoraggio generale dei project financing "per sapere fino in fondo i costi che abbiamo ereditato". (Ansa)

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