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Bufera Mose, il Comune risponde Si continua a lavorare per Venezia

L'amministrazione prende la parola dopo la "tangentopoli lagunare", il vicesindaco Simionato: "Autoeliminarsi sarebbe un suicidio per la città"

Dopo i primi commenti estemporanei da parte di assessori e politici locali, è lo stesso Comune di Venezia a prendere la parola sul caso Mose, che all'alba di mercoledì ha visto scattare le manette per 35 nomi “eccellenti” della politica e dell'imprenditoria veneta, compreso lo stesso sindaco lagunare, Giorgio Orsoni, accusato di finanziamenti illeciti. A rispondere alle domande dei giornalisti, nel corso di una conferenza stampa dedicata, il vicesindaco Sandro Simionato, che ha tentato di smorzare le braci dello scandalo.

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AVANTI TUTTA – Uno dei punti cardine emersi dall'incontro a Ca' Farsetti è la ferma intenzione del Comune a proseguire con l'attuale squadra: Simionato ha infatti specificato che al momento la gestione amministrativa rimane quella consueta, che vede il vicesindaco sostituire temporaneamente il sindaco in caso di sua assenza. Nel caso in cui la Procura dovesse inviare al primo cittadino una comunicazione di sospensione temporanea, il vicesindaco assumerebbe ufficialmente pro tempore le funzioni di sindaco. Se poi Orsoni, fatte le sue valutazioni, decidesse di rassegnare le dimissioni, l'attuale amministrazione, scaduti i venti giorni successivi previsti per legge, concluderebbe la sua esperienza di governo in città. “Con uno sforzo comune e collettivo di responsabilità verso la nostra città – ha spiegato Simionato - continuiamo a lavorare con la massima serietà e alacrità, anche e soprattutto in questo momento critico”

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SI CONTINUA A LAVORARE - “Dove c'è da far chiarezza – ha quindi proseguito il vicesindaco - si faccia chiarezza e in questo senso la magistratura, giustamente, farà il suo dovere. Ma noi abbiamo assunto degli impegni con questa città, ci sono delle scadenze importanti che intendiamo rispettare. Abbiamo quattro anni di lavoro intenso alle spalle e un altro anno di lavoro davanti per chiudere le partite che abbiamo aperte e intendiamo proseguire con impegno su questa strada. Nelle prossime ore faremo il punto su come continuare questa esperienza, dando il tempo anche ai partiti della coalizione di fare le proprie riflessioni. Venezia è una città a cui tutto il mondo guarda con ammirazione, una città che merita, ancora di più adesso, un'assunzione piena di responsabilità da parte dei suoi amministratori. Un'amministrazione che si auto elimina sarebbe in questo momento un suicidio per la città”.

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RISCHI ITALIANI - “Sul Mose la posizione del Comune è sempre stata improntata alla massima coerenza: abbiamo denunciato più volte il fatto che ci fosse un unico mandatario, detentore unico del sistema. In una grande opera, che vale cinque miliardi di euro, è evidente che qualche rischio c'è, se non ci sono nuove regole di gestione degli appalti e questo è un problema diffuso nel Paese, al di là dell'ambito territoriale. Non può essere giustificata l'azione di chiunque compia atti non coerenti con i corretti comportamenti nella pubblica amministrazione”. “Noi conosciamo un altro Giorgio Orsoni – ha poi chiosato il vicesindaco – che pensiamo sia la persona giusta, uno che ha fatto della trasparenza e della coerenza amministrativa uno degli stili distintivi di questa amministrazione. A lui e a tutta la sua famiglia esprimo la mia vicinanza personale e umana, fiducioso comunque che la Magistratura possa risolvere al più presto la situazione”.

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